Il potere del silenzio durante le elezioni bahá’í

Il potere del silenzio durante le elezioni bahá’í

di • 18 maggio 2018

... Dopo la lettura delle preghiere dalla presidenza dell'assemblea giunge l’invito a fare silenzio per dare ai delegati il ​​tempo di aprire i loro cuori alla guida divina. C'è un grande potere in quel silenzio. Un potere trascendente. E, soprattutto, un potere che funziona. ...

Originale su bahaiteachings.org

Il silenzio è possente. Ho provato il silenzio all’aria aperta, nel deserto, ma provarlo all’interno di un auditorium con un migliaio di persone al suo interno è un’esperienza sublime.

Ho avuto il privilegio di assistere a questo profondo silenzio, contemplativo e spirituale, come membro dello staff al centro mondiale bahá’í ad Haifa dove ogni cinque anni si tiene la convenzione internazionale del mondo bahá’í per eleggere la Casa Universale di Giustizia, istituzione guida, democraticamente eletta, della comunità globale bahá’í.

Durante ogni elezione, che dura tra i 30 e i 45 minuti, i bahá’í di tutto il mondo siedono e aprono i loro cuori all’ispirazione divina per essere guidati nella scelta di nove persone chiamate a servire nel corpo governativo internazionale della Fede bahá’í. L’elezione si tiene sempre ad Haifa, in Israele, e l’ultima ha avuto luogo pochi giorni fa, il 29 aprile di quest’anno. È l’unica elezione veramente globale.

I bahá’í indicono queste elezioni perché la Fede bahá’í non ha clero. Gli affari della comunità sono guidati da persone liberamente elette dai loro correligionari a livello locale, nazionale e internazionale. Ma questo ordine amministrativo non è stato creato dagli stessi bahá’í – la natura e gli scopi di questi corpi eletti sono descritti in modo molto dettagliato negli scritti di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá e Shoghi Effendi, il Custode della Fede bahá’í. Basata su questi scritti autentici, la Casa Universale di Giustizia ha una Costituzione nella quale si legge:

Alcuni dei poteri e dei doveri di cui la Casa Universale di Giustizia è stata investita sono: … alimentare ciò che conduce alla diffusione del sapere, all’illuminazione delle anime degli uomini e al progresso ed al miglioramento del mondo. (La costituzione della Casa Universale di Giustizia 5)

Gli insegnamenti bahá’í dicono che la Casa Universale di Giustizia deve prendersi cura delle anime degli uomini (e delle donne), deve cioè favorire ciò che è benefico per tutte le persone del mondo e non solo per i credenti registrati della Fede bahá’í. Bahá’u’lláh ha scritto:

Lo scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua Religione è quello di salvaguardare gli interessi della razza umana, svilupparne l’unità e accrescere lo spirito d’amore e di fraternità fra gli uomini. (Bahá’u’lláh, Tavole 151)

Ho avuto l’onore di servire presso il servizio informazioni durante tre convenzioni internazionali e di aiutare gli ospiti. Erano tutti membri delle Assemblee Spirituali Nazionali Bahá’í, eletti dai bahá’í delle loro nazioni. Venivano da ogni angolo del mondo: uomini e donne, bianchi e neri, ricchi e poveri. Oltre a partecipare alle elezioni, durante il periodo della convenzione internazionale i delegati visitano i luoghi santi bahá’í del posto, condividono le loro esperienze durante le sessioni di consultazione e si godono spettacoli che celebrano la diversità globale della comunità bahá’í. Le convenzioni sono piene di gioia, unità e di un certo senso di meraviglia.

L’elezione precedente si è tenuta il 29 aprile 2013, quando più di un migliaio di bahá’í delle Assemblee Spirituali Nazionali di 157 paesi hanno partecipato all’XI convenzione internazionale bahá’í ad Haifa. Per il centro mondiale bahá’í ospitare più di mille persone provenienti da 157 paesi diversi è allo stesso tempo una gioia e una sfida. Certo la lingua è un problema. Gli incontri si tengono in inglese e le traduzioni ufficiali sono in spagnolo, francese, russo, persiano, arabo e anche altre lingue. Se i delegati provengono da un paese con una lingua relativamente poco parlata di solito uno dei nove membri dell’Assemblea Spirituale Nazionale di quella nazione è in grado di tradurre per loro da una delle lingue ufficiali.

Normalmente la convenzione dura quattro giorni e i delegati arrivano un giorno prima e si fermano ancora un giorno alla fine e quindi hanno bisogno di posti per dormire. Lo staff del centro mondiale bahá’í prenota in anticipo praticamente tutte le camere d’albergo della zona avendo bisogno di ospitare persone con disponibilità economiche differenti in quanto ciascun delegato solitamente paga per le proprie spese. Occorre organizzare anche il trasporto per portare i delegati nei posti giusti al momento giusto. Una delle prime cose che alcuni delegati imparano è che se la Casa Universale di Giustizia annuncia un incontro per un certo orario, diciamo alle dieci per esempio, la riunione inizierà alle dieci in punto. Non tutte le culture hanno questa tradizione di puntualità ma in generale i bahá’í imparano piuttosto velocemente ad adattarsi ai tempi del centro mondiale.

Certamente anche il cibo è una sfida in quanto persone di culture diverse sono abituate ad una vasta gamma di differenti regimi alimentari. Mi trovavo presso il buffet per la colazione di un hotel che offriva una tipica colazione israeliana: uova, pomodori e cetrioli affettati e un’ampia varietà di prodotti caseari accanto a pane e panini. I delegati bahá’í presenti provenivano da un paese africano dove normalmente non si mangia formaggio e alcuni degli amici erano piuttosto perplessi. Indicando le offerte di yogurt e panna acida, ricotta, emmenthal, gouda e così via, un uomo ha chiesto che cosa fossero. Un altro delegato, che aveva già viaggiato al di fuori del suo paese, gli ha risposto che si trattava di diverse tribù di formaggi, una risposta decisamente adorabile.

La convenzione internazionale ospita un migliaio di delegati e molte migliaia di storie e tuttavia ha uno scopo prioritario: eleggere i membri della nuova Casa Universale di Giustizia responsabili di guidare la comunità bahá’í per i prossimi cinque anni. Non è un compito semplice ma non ha nemmeno elementi politici. Sorprendentemente non ci sono candidature alle elezioni bahá’í e nessuna campagna elettorale, quindi ogni delegato decide, nella discrezione della propria coscienza, quali siano i nove bahá’í del mondo più adeguati a servire all’interno dell’istituzione suprema.

I membri dell’Assemblea Nazionale sono stati tutti eletti l’anno prima e quindi ognuno di loro ha potuto pregare e riflettere per un anno sulle imminenti elezioni della Casa Universale di Giustizia. Forse alcuni di loro avevano iniziato ad appuntarsi una lista di persone per le quali avrebbero potuto votare, forse partendo dai bahá’í più devoti della loro zona e poi aggiungendo i nomi dei soggetti delle notizie bahá’í che li hanno colpiti o degli oratori di rilievo alle conferenze bahá’í. Oppure no. Probabilmente ogni delegato ha il proprio metodo.

In ogni caso la mattina dell’elezione inizia con preghiere in molte lingue diverse. Ogni delegato è consapevole che presto si assumerà una sacra responsabilità e dunque l’aria è carica di significato. Dopo la lettura delle preghiere dalla presidenza dell’assemblea giunge l’invito a fare silenzio per dare ai delegati il ​​tempo di aprire i loro cuori alla guida divina. C’è un grande potere in quel silenzio. Un potere trascendente. E, soprattutto, un potere che funziona.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2018-05-24T07:06:23+00:00 18 maggio 2018|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , |

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