I segni della bellezza di Dio nel mondo della Natura

La bellezza quindi, se proviamo a servircene e lavoriamo per raffinarla,  è un mezzo utile per raggiungere un fine superiore.

di Andrew Blake
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Lo scopo della bellezza, parte seconda.

Articolo precedente: La bellezza di un giardino e il suo ruolo nella crescita interiore

I segni della bellezza di Dio nel mondo della Natura

Giardino della reggia di Caserta

È vero che ogni cosa contiene un segno del proprio Artefice? E vero che, come la firma di un artista sulla sua opera, è possibile trovare in ogni essere umano un riflesso della bellezza del Creatore?

Gli insegnamenti bahá’í dicono di sì:

Dalla sorgente eccelsa e dall’essenza del Suo favore e della Sua munificenza Egli ha affidato a ogni cosa creata un segno della Sua conoscenza, affinché nessuna delle Sue creature fosse privata della propria parte, nell’esprimere questa conoscenza, secondo la propria capacità e il proprio rango. Questo segno è lo specchio della Sua bellezza nel mondo della creazione. Maggiore lo sforzo compiuto per raffinare questo sublime e nobile specchio, più fedelmente esso rispecchierà la gloria dei nomi e degli attributi di Dio e rivelerà le meraviglie dei Suoi segni e della Sua conoscenza. Ogni cosa creata avrà il potere – tanto grande è questa capacità di riflessione – di rivelare la potenzialità del proprio stato preordinato, riconoscerà la propria capacità e le proprie limitazioni e attesterà la verità che «Egli, invero, è Dio; non v’è altro Dio che Lui»… (Bahá’u’lláhSpigolature 271)

Questo e altri passi dagli scritti di Bahá’u’lláh spiegano che ogni cosa creata – animata e inanimata, visibile e invisibile – contiene un segno di Dio che riflette la sua bellezza. Gli insegnamenti bahá’í dicono che all’interno di ogni essere umano sono potenzialmente presenti tutti i segni e gli attributi di Dio. Qui sembra che ci sia una sottigliezza nel fatto che questi segni rispecchiano la Sua bellezza, ma non sono la Sua bellezza. Possono mostrarci i Suoi attributi e la gloria dei Suoi nomi (come il più ricco) e come tali sembrano testimoniare e offrire la prova della Sua esistenza.

La comprensione di questo concetto può essere approfondita prendendone in considerazione alcune delle conseguenze che ritroviamo negli insegnamenti bahá’í, come ad esempio:

Si possono riconoscere i segni che riflettono la bellezza di Dio;
C’è una bellezza in ogni cosa creata;
In ogni cosa questa bellezza può essere raffinata e ciò implica una innata resilienza;
Possiamo comprendere questa raffinatezza e da essa possiamo ottenerne una (limitata) conoscenza di Dio;
E infine questa raffinatezza richiede solo il nostro impegno, ciò che serve è disponibile.
Ma non dovremmo ottenere di più? Non ci stiamo perdendo qualcosa?

Guarda il mondo e soffermati un istante a meditare: esso dischiude ai tuoi occhi il libro del proprio essere e rivela ciò che ivi ha scritto il Calamo del tuo Signore, l’Artefice, Colui Che di tutto ha contezza; ti farà edotto di ciò che in esso e su di esso si trova e ti darà spiegazioni così chiare da renderti indipendente da ogni facondo espositore. (Bahá’u’lláh, Tavole 129)

Una comprensione del mondo naturale, esaltata dalla sua bellezza, può donarci una percezione più acuta, ma non ne stiamo forse tralasciando il dono più importante e cioè le lezioni che l’anima può apprendere dal Libro della Creazione?

Contemplerà i segni palesi dell’universo e penetrerà gli occulti misteri dell’anima. Osservando con l’occhio di Dio scorgerà in ogni atomo una porta che conduce agli stadi dell’assoluta certezza. (Bahá’u’lláh, Il libro della certezza 134)

O Miei servi! … con la mano del potere divino, ho dissuggellato il vino prelibato della Mia Rivelazione e ho sparso la sua santa e segreta fragranza di muschio su tutte le cose create. Chi, se non voi stessi, si dovrà biasimare, se preferirete restar privi di una così grande, dilagante, trascendente e universale grazia di Dio, di una così luminosa rivelazione della Sua misericordia risplendente? (Bahá’u’lláhSpigolature  339)

Approfondiamo meglio. La Fede bahá’í è giovane, quindi abbiamo ancora una lunga strada da percorrere per comprendere gli scritti bahá’í, che contengono molti altri indizi su questo tema. L’umanità nel suo complesso deve ancora sviluppare una sufficiente capacità spirituale per utilizzare al meglio questi scritti – per comprendere appieno un concetto come l’uso della bellezza per lo sviluppo interiore. Nonostante ciò, attraverso uno dei misteri di Dio, coloro che hanno un cuore puro – abbiano essi un’istruzione formale o meno – sono sempre stati in grado di possedere questa capacità.

Rúhíyyih Khánum scrisse:

In un mondo che diviene ogni ora più materialista, che punta sull’utilità da una parte e dall’altra adora forme prive di quell’equilibrio e di quella simmetria che si trovano nella natura, dobbiamo comprendere questo concetto di bellezza che, in tutte le sue manifestazioni, si pone come una gemma preziosa nei nostri insegnamenti, e lasciamo che esso ci ispiri e guidi mentre cerchiamo di creare l’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh. (Rúhíyyih Rabbání, The Completion of the International Archives, The Bahá’í World, Volume XIII, p. 423, traduzione personale)

La bellezza quindi, se proviamo a servircene e lavoriamo per raffinarla,  è un mezzo utile per raggiungere un fine superiore. Ogni amante dei giardini sa che la loro bellezza può sempre essere raffinata … con un po’ di impegno.

Quindi è possibile essere attratti ad una relazione d’amore col proprio Creatore attraverso il potere attrattivo e distensivo della bellezza? Si può ottenere una maggiore consapevolezza delle qualità spirituali che sono attributo della Divinità, e quindi una più profonda consapevolezza del proprio intimo coinvolgimento in un processo di crescita spirituale? Il nostro impegno ci consentirà di ottenere risposta a questa domanda.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-05-17T07:26:08+00:00 6 aprile 2018|Categorie: Spiritualità|Tags: , , , , |

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