Oriente, occidente e superiorità culturale

Il rispetto delle condizioni e delle culture specifiche delle diverse società deve essere uno degli elementi che definisce lo sviluppo sociale globale.

di Nader Saiedi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Tredicesimo articolo della serie: Svelare Il segreto della civiltà divina

Articolo precedente: Trovare un ponte tra la cultura occidentale e quella tradizionale

Oriente, occidente e superiorità culturale.

La visione bahá’í di un mondo moderno ha almeno tre caratteristiche distinte, ognuna tipica dell’intuizione e della saggezza di ‘Abdu’l-Bahá:

Innanzitutto gli insegnamenti bahá’í basano la visione della modernità su una coscienza storica e non sul presupposto che la natura umana sia immutabile ed egoista.

In secondo luogo, i bahá’í vedono nella società moderna due tipi di processi di razionalizzazione: quelli strumentali e quelli morali.

Infine, la Fede bahá’í guarda all’umanità moderna in una prospettiva globale.

Critica della teoria storicistica

‘Abdu’l-Bahá ha fortemente criticato la teoria storicistica dello sviluppo. Nella prima formulazione dei romantici, la teoria storicista richiedeva la venerazione delle antiche pratiche e il culto delle tradizioni arcaiche.

Ma questa posizione è completamente priva di qualsiasi sensibilità storica perché riconosce il processo storico nel passato ma arresta il flusso della storia nel presente. In passato gli storicisti negavano la tolleranza o la comprensione di altre culture. Credevano invece nella superiorità della propria cultura e della propria tradizione e non esitavano a imporre e generalizzare la propria tradizione su altre culture, cosa che spesso accadeva nel caso della colonizzazione.

Questo tipo di storicista parlava comunemente di unicità culturale e di specificità culturale solo di fronte alla necessità di assimilare qualcosa da altre culture. Ironia della sorte, nel XXI secolo, alcuni moderni sostenitori della teoria storicista difendono ancora quel modello perché credono nella tolleranza e nella diversità culturale.

Il miglior esempio di questa nuova formulazione è la teoria postmodernista che sostiene che tutta la verità e tutti i valori siano relativi e privi di qualsiasi significato oggettivo.

Tuttavia, entrambe queste forme di teoria storicistica sono unilaterali. La prima versione è una dottrina etnocentrica imprigionata nella visione del mondo tipica delle sue tradizioni passate. Ritiene che la propria tradizione sia l’unica verità culturale e la considera superiore a tutte le altre. Nell’Islam, la posizione conservatrice degli ulama era un esempio di questa intollerante forma di storicismo. In questo senso, la teoria storicista viene a coincidere con la sua teoria opposta, vale a dire la filosofia dell’Illuminismo, che credeva nella superiorità della cultura moderna occidentale ed esprimeva un ristretto etnocentrismo.
Anche la versione più moderna dello storicismo è altrettanto problematica. Se si rifiuta qualsiasi verità o valore oggettivo, non c’è motivo di difendere il valore della diversità. L’intolleranza culturale e politica e l’imperialismo sono dunque tanto accettabili quanto la tolleranza culturale. Ciò dimostra che la teoria postmoderna è intrappolata in una contraddizione fondamentale. Da un lato, rifiuta la possibile obiettività di qualsiasi valore, e tuttavia richiede l’imperativo morale del rispetto reciproco e della tolleranza. Ma questo può avere senso solo se un postmodernista fa una distinzione tra buona tradizione e cattiva tradizione.

Entrambi i tipi di teoria storicistica ignorano il fatto che nelle tradizioni di tutte le culture del passato ci sono state importanti leggi e costumi che hanno difeso gli interessi particolari dei detentori del potere, e hanno sistematicamente soppresso e negato i diritti di altri gruppi. La guerra, l’invasione imperialistica, il dominio coloniale, l’intolleranza religiosa, gli estremi della disuguaglianza sociale, il patriarcato e l’oppressione razziale, etnica e linguistica sono spesso state caratteristiche importanti delle antiche tradizioni.

Secondo ‘Abdu’l-Bahá, lo sviluppo umano non può essere equiparato al culto e alla glorificazione incondizionati di alcuna antica tradizone:

La religione, la cui funzione era quella di illuminare l’umanità, è diventata un fattore di oscurantismo e di tenebre. La religione, che doveva conferire la consapevolezza della vita eterna, è diventata malefico strumento di morte. Finché permarranno queste superstizioni e queste reti di dissimulazione e ipocrisia, la religione sarà lo strumento più pernicioso del pianeta. Queste obsolete tradizioni, che sono giunte fino ai nostri giorni, devono essere abbandonate e così, liberi da antiche superstizioni, dobbiamo indagare l’intento originario. (‘Abdu’l-Bahá, Divine Philosophy, p. 161, traduzione personale)

Gli insegnamenti bahá’í dicono che l’umanità deve avanzare e, in questa marcia, deve anche imparare dallo spirito creativo delle gloriose innovazioni culturali del passato.

L’altro problema della tradizione storicista è che nessuna tradizione è assolutamente unitaria. In ogni società ci sono vari elementi di tradizioni culturali diverse e di visioni del mondo opposte. Per definizione dunque il modello storicista deve sopprimere la ricchezza della sua storia culturale per fingere di seguire l’unica vera tradizione della propria storia. Questo è sempre stato un pretesto per perseguitare le minoranze e reprimere i diritti umani di vari gruppi.

Per tutte queste ragioni la visione bahá’í dello sviluppo sociologico non è né storicistica né etnocentrica. Invece, per ‘Abdu’l-Bahá, lo sviluppo autentico è equiparato al principio dell’unità nella diversità. Ciò significa che il rispetto delle condizioni e delle culture specifiche delle diverse società deve essere uno degli elementi che definisce lo sviluppo sociale globale.

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2018-03-01T05:50:08+00:00 16 febbraio 2018|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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