Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Estinzione del genere umano

I bahá’í credono che, con i nostri attuali meccanismi, leader, trattati, sistemi e governi, non sia possibile mettere in atto le riforme globali necessarie per evitare la distruzione della nostra specie. Abbiamo bisogno invece di una luce completamente nuova, la luce della rivelazione.

di David Langness
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Quarto articolo della serie: Estinzione di massa

Articolo precedente: A chi appartiene la natura?

Estinzione del genere umano

Fauna nel nord della Spagna durante l’era glaciale, opera di Mauricio Antón (CC BY 2.5)

La maggior parte dei bambini sa che un impatto con un asteroide uccise i dinosauri. Questa collisione avvenne 65 milioni di anni fa e generò una quantità di polvere atmosferica tale da ostruire il passaggio dei raggi solari necessari allo loro sopravvivenza.

Ne siamo a conoscenza in quanto i geologi hanno rilevato la presenza di un sottile strato di sedimenti, chiamato limite K-T, termine che indica l’evento dell’estinzione nel Cretaceo-Terziario, sia in rocce marine che terrestri di tutto il mondo. Quel confine sottile e scuro, una volta polvere atmosferica ma poi trasformatosi in roccia, presenta livelli molto elevati di iridio, un metallo raro contenuto in quantità esigua nella crosta terrestre ma molto abbondante negli asteroidi. Poi, negli anni ’90, gli scienziati, sotto l’oceano nel Golfo del Messico, hanno scoperto un’enorme cratere largo circa 150 chilometri chiamato Chicxulub e hanno collegato questi due eventi accaduti contemporaneamente.

È interessante notare che ora molti scienziati credono che il noto evento dell’estinzione di massa non sia stato causato solo da quell’enorme asteroide e dal conseguente inverno da impatto ma che sia stato causato, almeno in parte, anche da eruzioni vulcaniche con conseguenti variazioni del ciclo del carbonio che causarono rapide alterazioni del livello del mare e cambiamenti climatici per un periodo di diversi secoli. Queste teorie sollevano alcuni quesiti interessanti: potrebbero quegli stessi fenomeni accadere ora? E se ciò accadesse gli esseri umani potrebbero estinguersi?

Per rispondere a queste domande dobbiamo considerare che il limite K-T non fu l’unica estinzione di massa avvenuta sulla Terra. Nel corso della storia conosciuta del nostro pianeta – circa quattro miliardi e mezzo di anni – sono stati rilevati cinque importanti eventi dello stesso genere, forse sei.

Ecco i nomi scientifici di questi eventi, noti anche col nome di Big Five, dal più antico al più recente:

– L’Ordoviciano-Siluriano che accadde circa 450 milioni di anni fa;
– Il Devoniano superiore che si verificò 360-375 milioni di anni fa e che potrebbe anche essere stato causato da un asteroide che colpì l’attuale Svezia centrale in un’area chiamata Siljansringen;
– Il Permiano-Triassico che avvenne circa 252 milioni di anni fa e che gli scienziati chiamano la Grande Morìa perché spazzò via il 96% di tutta la vita marina e il 70% delle specie di vertebrati terrestri;
– Il Triassico-Giurassico che risale a circa 201 milioni di anni fa e che a quel tempo uccise metà delle specie sulla Terra e inaugurò l’era dei dinosauri;
– Il Cretaceo-Paleogene, con l’asteroide, gli eventi vulcanici e i cambiamenti climatici che causarono l’estinzione dei dinosauri e portarono alla nostra attuale età, quella Cenozoica, conosciuta anche come Età dei mammiferi.

Studiando questi cinque grandi eventi di estinzione di massa si trovano diverse teorie credibili su ciò che li ha causati. Una delle cause più rilevanti fu il rapido raffreddamento o riscaldamento dovuto al cambiamento climatico provocato dall’impatto di asteroidi o da molteplici eruzioni vulcaniche che emisero enormi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera. Sappiamo che il ciclo del carbonio fu interrotto in ognuno di questi cinque eventi di estinzione di massa e che, di conseguenza, l’atmosfera si riscaldò o raffreddò drasticamente durante quei periodi. Ciò è noto in quanto oggi possiamo misurare la presenza di carbonio in periodi remoti attraverso rilievi su carote di ghiaccio prelevate ai poli.

Allora qual è il sesto evento di estinzione di massa? È quello che stiamo attraversando ora, quello che gli scienziati chiamano l’evento dell’Olocene o Antropocene o la Sesta Estinzione. Questo evento, tuttavia, non è causato dall’impatto di asteroidi o da fenomeni vulcanici: è causato dall’uomo.

Come? Noi esseri umani, attraverso le nostre attività, siamo riusciti a sconvolgere i processi naturali del pianeta degradando diversi habitat come le foreste pluviali o le barriere coralline. Abbiamo cacciato e ucciso gran parte della megafauna della Terra, i grandi mammiferi e i predatori che si trovano in cima alle catene alimentari. Continuiamo a consumare una grande percentuale delle risorse naturali del mondo causando scarsità di altre forme di vita. Abbiamo acidificato gli oceani con le nostre emissioni di biossido di carbonio generato dalla combustione di combustibili fossili. Abbiamo ripulito gran parte della terra coltivabile per l’agricoltura e le nostre pratiche agricole e, in particolare, l’uso di pesticidi, fungicidi e insetticidi, hanno danneggiato e continuano a danneggiare l’ecosistema. In breve, siamo diventati predatori e il nostro numero crescente – ora siamo più di 7 miliardi – continua a decimare l’ambiente naturale ad un ritmo insostenibile e senza precedenti.

Potrebbe l’umanità stessa estinguersi? Sì, naturalmente. Siamo mammiferi e, nonostante il nostro cervello pieno di risorse e la nostra notevole adattabilità, la sesta estinzione potrebbe potenzialmente spazzare via anche noi. In effetti una recente ricerca del MIT ha dimostrato che ci rimane ancora questo secolo, fino al 2100 circa, prima che le nostre attività umane, incontrollate, riescano a destabilizzare completamente l’ecosistema oceanico, alterando l’equilibrio naturale della Terra a tal punto da innescare un rapido picco, catastrofico e fuori controllo, della sesta estinzione.

Da una prospettiva bahá’í queste spaventose proiezioni scientifiche suonano ancora come un ennesimo allarme urgente per tutta l’umanità. Un allarme che fu lanciato, per la prima volta, dal messaggio di Bahá’u’lláh nell’Ottocento. Quel messaggio ci chiede di unirci per riformare “il mondo materiale e fisico” e inaugurare una nuova primavera spirituale per il genere umano:

…dobbiamo sforzarci con tutto il cuore, affinché il mondo materiale e fisico sia riformato, la percezione umana si affini, il fulgore misericordioso si manifesti e la radiosità della realtà risplenda. Allora la stella dell’amore apparirà e il mondo umano sarà illuminato. Ciò per dire che il progresso del mondo dell’esistenza dipende dalla riforma, altrimenti esso
è come morto. Considerate: se non apparisse una nuova primavera, quale effetto si avrebbe su questo globo, la terra? Indubbiamente diverrebbe desolata e la vita si estinguerebbe. La terra ha bisogno dell’annuale avvento della primavera. È necessario che sopraggiunga una nuova munificenza. Se non arrivasse, la vita sarebbe spazzata via. Anche il mondo dello spiri- to ha bisogno di una nuova vita, il mondo della mente necessita di un nuovo animo e di un nuovo sviluppo, il mondo delle anime di una nuova munificenza, il mondo della moralità di una riforma, il mondo del fulgore divino di sempre nuovi doni. Se non fosse per questo nuovo rifornimento, la vita del mondo sarebbe spazzata via e si estinguerebbe. Se questa stanza non venisse ventilata e l’aria rinfrescata, dopo un po’ di tempo non si potrebbe respirare. Se non cadesse la pioggia, tutti gli organismi viventi perirebbero. Se non arrivasse una nuova luce, il buio della morte avvolgerebbe la terra. Se non arrivasse una nuova primavera, la vita su questo globo sarebbe obliterata. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 305)

I bahá’í credono che, con i nostri attuali meccanismi, leader, trattati, sistemi e governi, non sia possibile mettere in atto le riforme globali necessarie per evitare la distruzione della nostra specie. Abbiamo bisogno invece di una luce completamente nuova, la luce della rivelazione.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2018-02-09T09:22:42+00:00 venerdì 9 febbraio 2018|Categories: Attualità|Tags: , , , , , |0 Commenti