Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Sostenere un giornalismo libero che dica la verità

bahá’í credono che uno dei nuovi strumenti rivelati da Bahá’u’lláh – il processo della consultazione bahá’í – possa aiutare i mezzi di informazione a preservare “i diritti degli esseri umani”.

di Rodney Richards
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Seconda parte della serie: Verità, spirito umano e mass media

Articolo precedente: Attendibilità: in quali servizi di informazione possiamo avere fiducia?

Consultazione prima del viaggio aereo a Weilburgh

John Hollins, A Consultation prior to the Aerial Voyage to Weilburgh (1836)

Oggi siamo entrati a pieno titolo nell’epoca delle fake news, delle bufale, della propaganda, dei secondi fini e della disinformazione, o peggio ancora, della disinformazione intenzionale.

Non parlo di saltuarie confusioni o di errori in buona fede, ma piuttosto, del deliberato tentativo di influenzare il pubblico con la propria versione della verità che si vuole imporre invece di affermare con chiarezza la verità per amore della verità. Tutte le persone, ovunque, per prendere decisioni efficaci, hanno bisogno di fonti di informazione attendibili, di giornalismo serio e di accesso a fatti reali per investigare la verità.

Fortunatamente per i molti che vogliono verificare la veridicità delle notizie, esistono servizi specializzati – come Snopes, Urban Legends, il sito del dipartimento statunitense per l’energia o Hoaxbuster – che cercano di sfatare le leggende metropolitane e le comuni menzogne​​ che non hanno alcun fondamento nella realtà. Un altro sito, Politifact, verifica le dichiarazioni dei politici e contrassegna con l’etichetta “Pants on Fire” quelle affermazioni che contrastano con la realtà dei fatti.

A prescindere dall’ideologia, la libertà di stampa è un principio che tutti possono facilmente apprezzare, promuovere e anche proteggere. Ognuno di noi, quando trova servizi di informazione che meritano ammirazione e fiducia, come cittadino del proprio paese, ha l’obbligo di promuovere e sostenere il giornalismo libero e obiettivo.

Viviamo in un’epoca in cui chiunque abbia accesso ad un telefono cellulare, ad un computer o ad Internet, è in grado di divulgare le proprie ‘notizie’. Eppure siamo stati avvertiti fin da quando eravamo bambini di non credere a tutto quello che leggiamo. Tuttavia la tendenza è questa in ogni modo. Viviamo in un’epoca in cui dobbiamo verificare la veridicità delle notizie, esaminandone la fonte (è affidabile?), esaminandone la faziosità (c’è un secondo fine nascosto?), ed esaminando la logica e la razionalità delle notizie stesse (questo suona vero? come posso verificarlo?).

Sappiamo che, in tutto il corso della storia umana, alcune fonti di notizie possono essere sbagliate o persino volutamente fuorvianti. I premi Nobel sono una diretta conseguenza dell’errata pubblicazione del necrologio di Alfred Nobel, nel 1888, al posto di quello di suo fratello Ludwig. Con milioni di servizi d’informazione occorre essere vigili su ciò in cui scegliamo di credere.

Pertanto, dobbiamo creare notizie e usufruirne con un unico scopo: arrivare alla verità.

Nel suo libro Il segreto della civiltà divina, ‘Abdu’l-Bahá offre una visione di come la stampa sarà indispensabile nella società futura. Egli dice che:

È quindi urgente scrivere articoli e libri utili, che stabiliscano chiaramente e definitivamente quali siano le attuali necessità della gente e quali cose portino alla felicità e al progresso della società. Questi scritti devono essere pubblicati e diffusi in tutta la nazione, così che almeno chi guida la popolazione venga entro certi limiti risvegliato e si prodighi e si ingegni di seguire criteri che lo conducano a imperituro onore. La pubblicazione di pensieri nobili è la forza dinamica nelle arterie della vita, è l’anima del mondo. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina 74)

‘Abdu’l-Bahá ha inoltre scritto:

L’opinione pubblica dev’essere orientata verso tutto ciò che è degno di questo giorno, e ciò non è possibile se non con l’uso di argomenti adeguati e prove chiare, esaurienti e conclusive. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina 74)

Per quanto riguarda il modo e lo stile, Bahá’u’lláh ha dichiarato che tutto ciò che si scrive non deve trasgredire i limiti del tatto e della saggezza e ha esortato gli autori a scrivere in modo tale che sia accettabile per le anime dei giusti. Egli ha pure lanciato un prezioso monito:

Abbiamo detto in passato che una parola ha l’influenza della primavera e fa sì che i cuori si rinfreschino e si rinverdiscano, mentre un’altra è simile ad una piaga che fa sì che boccioli e fiori appassiscano. (Bahá’u’lláh citato nel messaggio della Casa Universale di Giustizia, 29 dicembre 1988, ai seguaci di Bahá’u’lláh in America, traduzione personale)

I bahá’í credono che uno dei nuovi strumenti rivelati da Bahá’u’lláh – il processo della consultazione bahá’í – possa aiutare i mezzi di informazione a preservare “i diritti degli esseri umani”:

Alla luce di tutto questo, il codice di condotta della stampa deve abbracciare i principi e gli obiettivi della consultazione rivelati da Bahá’u’lláh. Solo in questo modo la stampa sarà in grado di dare il suo pieno contributo alla salvaguardia dei diritti degli esseri umani e diventare un potente strumento nei processi di consultazione della società e, quindi, per l’unità del genere umano. (Casa Universale di Giustizia, messaggio del 29 dicembre 1988, ai seguaci di Bahá’u’lláh in America, traduzione personale)

Sappiamo che il potere delle parole è sorprendente e sappiamo che i mezzi di informazione hanno accesso, con le loro notizie, alla nostra porta di casa, ai nostri computer e ai nostri telefoni. Vivere in un mondo senza notizie non è un’alternativa praticabile. Non possiamo privarcene. Dobbiamo impegnarci per un giornalismo migliore, dobbiamo sostenere la stampa libera che dice la verità.

Per scoprire come nell’ultimo articolo di questa breve serie, intitolato Consultazione e servizi d’informazione: sprigionare una scintilla di verità, esamineremo la pratica della consultazione bahá’í e vedremo come essa possa ispirare e riformare il giornalismo.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-12-15T00:07:22+00:00 venerdì 1 dicembre 2017|Categories: Società|Tags: , , , , , |0 Commenti