Consultazione e servizi d’informazione: sprigionare una scintilla di verità

In altre parole ora l’umanità ha bisogno di moderazione, buonsenso e di un clima che garantisca libertà di stampa e libertà di parola.

di Rodney Richards
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Terza e ultima parte della serie: Verità, spirito umano e mass media

Articolo precedente: Sostenere un giornalismo libero che dica la verità

Consultazione e servizi d’informazione: sprigionare una scintilla di verità

All the news, foto di Robert Couse-Baker (CC BY 2.0)

La consultazione, lo strumento di comunicazione che gli insegnamenti bahá’í raccomandano a tutti i gruppi che aspirano all’unità, ha un ruolo importante da svolgere nella nostra civiltà.

Cos’è la consultazione bahá’í? ‘Abdu’l-Bahá, in un discorso tenuto a Chicago nel 1912, ha chiarito cos’è e anche cosa non è la consultazione:

In questa Causa la consultazione è di vitale importanza, ma s’intende un incontro spirituale e non un mero vociare di pareri personali. In Francia presenziai a una sessione del Senato, ma l’esperienza fu irrilevante. La procedura parlamentare deve avere come scopo il conseguimento della luce della verità sui problemi in esame e non servire da pretesto per opposizioni e ostinazioni sulle proprie opinioni. Gli antagonismi e le contraddizioni sono nocivi e distruggono sempre la verità. Nell’incontro parlamentare che ho citato, ci furono frequenti alterchi e inutili cavilli: il risultato fu per lo più confusione e scompiglio; a un certo punto vi fu perfino uno scontro fisico fra due membri. Non era una consultazione, ma una commedia.

Intendo con ciò far rilevare che l’obiettivo della consultazione deve essere la ricerca della verità. Chi esprime un’opinione non deve presentarla come se fosse corretta e giusta, ma offrirla come un contributo all’unanime consenso di opinioni, perché la luce della verità si manifesta quando due opinioni coincidono. Allorché acciarino e pietra focaia s’incontrano, si sprigiona una scintilla. Ciascuno deve soppesare le proprie opinioni con la massima serenità, calma e compostezza. Prima di esprimere le proprie idee, si devono attentamente vagliare quelle già esposte dagli altri. Se ci si accorge che un’opinione già espressa è più vera e valida, si deve accettarla tempestivamente e non insistere ostinatamente sulla propria. Con questo metodo eccellente ci si sforza di raggiungere l’unità e la verità. (‘Abdu’l-Bahá, La promulgazione della pace universale 79)

Che cosa intende esprimere la Casa Universale di Giustizia quando scrive: “…il codice di condotta della stampa deve abbracciare i principi e gli obiettivi della consultazione rivelati da Bahá’u’lláh”?

Innanzitutto mi viene in mente il “Codice di condotta” di Jim Lehrer, da me citato nel primo articolo di questa serie. In secondo luogo, sotto molti aspetti, il ​​codice giornalistico di correttezza ed equità rispecchia i principi e gli obiettivi principali della consultazione bahá’í:

  • Ogni persona ha il diritto di parlare e di essere ascoltata.
  • Se parliamo facciamolo con un motivo puro: trasmettere la verità.
  • Quando ascoltiamo liberiamo le nostre menti da preconcetti, stereotipi e giudizi.
  • Dopo che ognuno ha parlato, condividiamo i nostri pensieri, i nostri sentimenti e le nostre opinioni con onestà, gentilezza e mente aperta, impegnandoci a raggiungere unità e consenso.
  • Le idee appartengono al gruppo e non agli individui che le hanno espresse.
  • Quando si concorda di agire, tutti sostengano all’unanimità quell’azione come se l’avessero decisa loro.

Nella consultazione questo cambio di atteggiamento garantisce a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni e il diritto di essere ascoltati. Garantisce a tutti pari dignità senza privilegiare nessuno. Consente di investigare la verità in ogni questione, qualunque essa sia. Genera consenso promovendo l’unità piuttosto che dissenso e sfiducia.

Questo metodo per la consultazione funziona per i gruppi che sostengono una causa ed anche per coloro che invece le si oppongono, incoraggiando un sano dibattito in merito a qualsiasi questione, alla luce del sole, con moderatori equi ed imparziali. Non è meglio discutere le questioni in modo razionale piuttosto che combattere in strada con pietre e bastoni o persino con armi da fuoco? Nelle moderne democrazie fu la passione per il dibattito civile e obiettivo a portare alla creazione di istituzioni guidate dai cittadini sul modello degli antichi fori pubblici greci e romani, dove ogni cittadino aveva il diritto di parola.

Un tale livello di consultazione fra i servizi di informazione e il loro pubblico potrebbe significare, in alcuni casi,un utilizzo dei fondi dei contribuenti per il supporto e la condivisione di dibattiti e questioni pubbliche, molto migliore di quanto non sia stato fatto fino ad ora. Questo tipo di interazione, guidata dai cittadini, sarebbe in grado di contrastare il potere che le lobby ottengono grazie alla corruzione e che è causa della diffusione di visioni distorte dei problemi e di attacchi personali.

In altre parole ora l’umanità ha bisogno di moderazione, buonsenso e di un clima che garantisca libertà di stampa e libertà di parola. Oggi esistono leggi contro l’incitamento all’odio e contro le minacce; abbiamo però bisogno di un filtro migliore per garantire il rispetto di tutte le parti ovunque ci siano posizioni contrastanti. Se studiassimo i principi di consultazione bahá’í e li adottassimo come linee guida per i nostri mezzi di informazione, potremmo iniziare a costruire il rispetto, l’obiettività e l’equità necessarie.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2017-12-15T00:16:29+00:00 15 dicembre 2017|Categorie: Società|Tags: , , , , |

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