Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Riflessioni sul giornalismo

Se possiamo accertare il progresso di un popolo attraverso il suo giornalismo allora ognuno di noi è personalmente responsabile di premiare equità e correttezza con la sua attenzione, il suo sostegno e la sua fiducia.

di Judy Cobb
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Riflessioni sul giornalismo

Fake News! Accuse del genere ci ronzano attorno come fossero vespe incattivite. Titoli discordanti motivati dal pregiudizio politico e tentativi di manipolazione ci aggrediscono da tutte le direzioni.

Etere e internet sono pieni di reciproche accuse di menzogna. Ognuno di noi si chiede a chi dare credito e arriviamo a pensare che tutte le notizie contengano pregiudizi, mistificazioni o addirittura vere e proprie menzogne.

Bahá’u’lláh, con sorprendente lungimiranza, più di un secolo fa parlò dell’influenza e del potere della stampa e cercò di insegnare ai giornalisti e agli editori l’importanza della semplice verità e dell’etica:

In questo Giorno i misteri della terra sono messi a nudo sotto gli occhi degli uomini. Le pagine dei giornali che rapidamente si susseguono sono invero lo specchio del mondo. Esse riflettono fatti e occupazioni dei vari popoli e tribù, e non solo, ma li divulgano quali specchi dotati di udito, vista e loquela. È questo un fenomeno possente e meraviglioso. È necessario, però, che coloro che vi scrivono siano purificati da suggerimenti di insane passioni e turpi desideri e si ammantino con veste di giustizia ed equità; devono essi fare tutte le indagini possibili e accertare i fatti, e poi metterli per iscritto…

…Invece i discorsi onesti e la veracità, per via del loro alto rango e della loro elevata posizione, sono considerati sole risplendente all’orizzonte del sapere. Le onde che si sollevano da questo Oceano sono visibili innanzi agli occhi dei popoli del mondo e le effusioni della Penna della saggezza e della parola sono palesi dappertutto. (Bahá’u’lláh, Tavole 35)

Anche ‘Abdu’l-Bahá conosceva la situazione della stampa. Quando viaggiò in Europa e in America negli anni tra il 1910 e il 1913 i media del tempo parlarono di lui più di mille volte. Egli si rese conto dell’importanza che la stampa aveva per la società e dell’importante responsabilità che ricadeva sui giornalisti responsabili di produrne i contenuti.

Il consiglio di ‘Abdu’l-Bahá per i giornalisti apparve sul Chigago Daily News dopo una conferenza stampa:

Un giornalista deve essere latore di verità. I giornali hanno un ruolo guida verso le persone le quali devono poter fare affidamento su quanto leggono. (Tratto da Amin Egea, The Travels of Abdu’l-Baha and their Impact on the Press, A Survey, p. 15, traduzione personale)

È importante avere un ragionevole livello di fiducia nei media. La nostra civiltà dipende dalla loro capacità di essere lo “specchio del mondo”. Essi ispirano i nostri pensieri e spesso anche le decisioni che prendiamo e anche le decisioni che prendono i nostri leader e i nostri politici.

Oggi esistono anche dei media dedicati all’intrattenimento e i loro contenuti non devono necessariamente essere aderenti alla realtà.

Da un punto di vista bahá’í  i media devono essere obiettivi nel riportare le notizie per guadagnarsi quella fiducia che è fondamentale per la società. Ad esempio se un pericolo viene minimizzato o esagerato solo per sostenere un interesse di parte questo può comportare gravi conseguenze per coloro che credono che questo sia un dato obiettivo.

Se si tratta di un pericolo fisico ci può essere un rifiuto di perseguire la necessaria sicurezza. Se si tratta di un pericolo percepito per un certo stile di vita questo può innescare la corsa alla ricerca di un capro espiatorio che nasconda i problemi reali che dovrebbero invece essere identificati e risolti. Una contagiosa spaccatura si diffonde tra le nostre famiglie, comunità e società.

Ulteriori commenti di ‘Abdu’l-Bahá sull’etica del giornalismo furono riportati nel Philadelphia Public Ledger:

I giornalisti devono scrivere articoli significativi, articoli che promuovano il benessere pubblico. Se lo faranno essi saranno i primi agenti dello sviluppo della comunità.

I giornali devono investigare i mezzi per il progresso dell’umanità e pubblicarli. (Tratto da Amin Egea, The Travels of Abdu’l-Baha and their Impact on the Press, A Survey, p. 16, traduzione personale)

Lo scopo per i giornalisti e per i giornali dunque è quello di produrre articoli che promuovano il progresso della società all’interno della quale essi operano. Questa importante meta eleva il loro compito di fornire informazioni ad un prezioso servizio per l’umanità, un concetto molto distante dagli inutili pettegolezzi, dalle speculazioni e dalle banalità prive di valore che oggi spesso dominano nei servizi di informazione.

Prima di incolpare i media per la confusione nella quale viviamo vale la pena di considerare questa affermazione che ‘Abdu’l-Bahá ci ha lasciato:

Noi possiamo accertare il progresso o l’arretratezza di una nazione dal suo giornalismo. (Tratto da Amin Egea, The Travels of Abdu’l-Baha and their Impact on the Press, A Survey, p. 16, traduzione personale)

Il giornalismo si limita a rispecchiare quello che siamo? Dunque prima di dirigere la nostra attenzione o spendere i nostri soldi dobbiamo onestamente chiederci se quello che consumiamo in tema di servizi di informazione sia veritiero e affidabile, se promuove il benessere comune e lo sviluppo delle comunità, se indaga quali siano i mezzi per il progresso dell’umanità o se piuttosto banalizza e fomenta le nostre paure e i nostri pregiudizi.

Oggi abbiamo la maturità, l’intelligenza e la conoscenza per rispondere a queste domande verificando in prima persona e in modo indipendente. Così facendo possiamo capire se le nostre scelte siano “santificate dal pregiudizio dell’egoismo e del desiderio” e “ornate con l’ornamento di equità e giustizia”. Possiamo rifiutarci di acquistare, sostenere e leggere i media che non soddisfano questi standard. Possiamo evitare o ignorare discussioni distruttive e infine possiamo sostenere scelte migliori. Se possiamo accertare il progresso di un popolo attraverso il suo giornalismo allora ognuno di noi è personalmente responsabile di premiare equità e correttezza con la sua attenzione, il suo sostegno e la sua fiducia.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-11-03T11:14:09+00:00 venerdì 3 novembre 2017|Categories: Cultura|Tags: , , |0 Commenti