Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Quattro percorsi verso lo sviluppo

Senza dubbio, questo modo di porsi davanti ai pressanti interrogativi del modernismo – in favore dell’unione delle nazioni del mondo – era, ed è ancora oggi un’idea rivoluzionaria.

di Nader Saiedi
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Ottavo articolo della serie: Svelare Il segreto della civiltà divina

Articolo precedente: Le ragioni che spingono le nazioni ad aggrapparsi al passato

Quattro percorsi verso lo sviluppo

Atene, Acropoli, foto di Aleksandr Zykov (CC BY-SA 2.0)

Per comprendere la sostanza del contenuto de Il segreto della civiltà divina occorre comprendere i quattro diversi livelli di discorso presenti in questa affascinante opera di ‘Abdu’l-Bahá.

Nel libro questi non sono formalmente distinti l’uno dall’altro per via delle loro complesse interrelazioni ma il lettore deve distinguerli perché essi sono essenziali per la comprensione del testo. Indipendenti dalle quattro obiezioni contro la modernità esaminate da ‘Abdu’l-Bahá, essi sono la chiave per comprendere il concetto di modernità e sviluppo da lui proposto. A questi quattro livelli vengono affrontati diversi temi esaminando i quali si vede emergere un movimento progressivo verso l’astrazione, la generalizzazione e la globalizzazione. Questo movimento evidenzia come quest’opera, pur legata a specifiche questioni di sviluppo nella seconda metà del XIX secolo, sia tuttavia latrice di un messaggio dalla portata molto più ampia e universale.

Il primo livello del discorso è direttamente correlato agli specifici sviluppi politici e culturali nel decennio degli anni Settanta. Il 1875, quando ‘Abdu’l-Bahá scrisse questo volume, si trova alla metà del più importante decennio per quanto riguarda i tentativi di riforma politica e sociale nell’Iran del XIX secolo. Durante questo decennio infuriò una battaglia tra due forze opposte sulla visione del futuro delle strutture sociali, economiche e politiche dell’Iran.

I sostenitori della riforma, guidati da Husayn Khan, chiedevano uno stato giuridico e burocratico centralizzato. Gli oppositori difendevano i privilegi patrimoniali semi-feudali dei grandi proprietari terrieri, perlopiù principi Qajar e leader religiosi conservatori. Il sovrano, Nasiri’d-Din Shah, manteneva una posizione ambivalente tra i due schieramenti avversari. L’opera di ‘Abdu’l-Bahá si occupa del cruciale sviluppo politico di quel decennio. Questo è il primo livello del discorso, un dibattito tra due teorie, tra un fronte tradizionalista, quasi feudale, e uno burocratico e razionalista.

Il secondo livello riguarda il dibattito tra gli intellettuali secolari e gli ulama tradizionalisti e conservatori, il clero musulmano. La questione fondamentale qui era la relazione tra l’Islam e la società e il rapporto tra la religione, la modernità e lo sviluppo. Per gli intellettuali laici lo sviluppo richiedeva il rifiuto dell’Islam e l’adozione di una visione atea e razionalista. Per gli ulama conservatori, invece, l’unica soluzione ai problemi del tempo era il rifiuto della modernità e il ritorno all’Islam delle origini.

Il terzo livello, uno dei più importanti, riguarda la definizione e la natura del concetto di sviluppo sociale, un dilemma che ancora oggi si sta affrontando in quasi tutto il mondo. Le posizioni su questo tema sono tradizionaliste/storiciste o razionaliste/obiettiviste. La domanda centrale è se sia possibile definire lo sviluppo in modo oggettivo e universale.

I sostenitori dello storicismo tradizionalista ritenevano che lo sviluppo fosse un fenomeno culturalmente specifico e che andasse definito solo alla luce dei costumi e delle tradizioni specifiche di ogni società. Per i razionalisti, invece, dello sviluppo si poteva dare una definizione universale e oggettiva, ugualmente applicabile a tutte le società.

Infine, il quarto livello del discorso, affronta una questione che non è mai stata seriamente dibattuta nell’Iran del XIX secolo o in qualsiasi altra parte del mondo. L’analisi di ‘Abdu’l-Bahá su questo tema è pionieristica e la sua rilevanza per l’umanità del XXI secolo sta diventando sempre più evidente. La domanda è: qual è il rapporto fra lo sviluppo e le forze del nazionalismo e dell’internazionalismo? Il vero sviluppo richiede la presenza di un contesto internazionale equo e globalmente orientato? O invece: possono le istituzioni nazionalistiche e le politiche di esclusione, dominio e rivalità favorire un autentico sviluppo dell’umanità?

Nel 1875 tutti i dibattiti sullo sviluppo erano fondati unicamente sull’esclusiva supremazia del modello di sviluppo nazionalistico. Invece ‘Abdu’l-Bahá respinse questa premessa e sostenne che questioni come la pace mondiale e la cooperazione internazionale, fossero premesse necessarie per il progresso e lo sviluppo di tutta l’umanità nel prossimo futuro:

La vera civiltà dispiegherà le sue insegne nel cuore del mondo quando un certo numero dei suoi sovrani di nobile intelletto e sentimento – fulgidi esempi di devozione e determinazione – per il bene e la felicità dell’intero genere umano, si leveranno con ferma risolutezza e chiara visione a stabilire la Causa della Pace Universale. Essi debbono fare della Causa della Pace oggetto di una consultazione generale e cercare con ogni mezzo in loro potere di fondare un’Unione delle nazioni del mondo. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina 44)

Senza dubbio, questo modo di porsi davanti ai pressanti interrogativi del modernismo – in favore dell’unione delle nazioni del mondo – era, ed è ancora oggi un’idea rivoluzionaria.

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-12-17T05:32:28+00:00 venerdì 24 novembre 2017|Categories: Società|Tags: , , , , |0 Commenti