Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Come il nostro agire definisce le nostre convinzioni

Sia che ne siamo consapevoli o meno, sia che vogliamo accettarlo o meno, tutti abbiamo un assunto di base al centro del nostro pensiero. È radicato nella nostra realtà come, nella realtà fisica, la gravità, alla quale siamo sottomessi a prescindere dal nostro desiderio o dalla nostra coscienza.

di Iko Congo
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Primo articolo della serie: Opere e non parole siano il vostro ornamento

Come il nostro agire definisce le nostre convinzioni

Foto di Daniel Thornton (CC BY 2.0)

Lo storico e studioso delle religioni Udo Schaefer ha scritto che “Essere un bahá’í non è una questione di nome né di appartenenza a una comunità”.

Per spiegare meglio cosa intendesse riporto questo brano da un suo libro:

Una volta che fu chiesto ad ‘Abdu’l-Bahá che cosa fosse un bahá’í, egli rispose: “Essere un bahá’í significa semplicemente amare tutto il mondo; amare l’umanità e cercare di servirla; lavorare per la pace universale e la fratellanza universale”. In uno dei suoi colloqui a Londra ha affermato che uno può essere bahá’í anche senza aver mai sentito il nome di Bahá’u’lláh: “L’uomo che vive la propria vita secondo gli insegnamenti di Bahá’u’lláh è già un bahá’í. D’altra parte, un uomo può dirsi bahá’í per cinquant’anni ma se non vive la propria vita secondo quegli insegnamenti, egli non è un bahá’í. (Udo Schaefer, The Light Shineth in Darkness 39)

Questo tema dell’importanza dell’azione appare ripetutamente negli scritti bahá’í. Ad esempio Bahá’u’lláh ha scritto:

Essenza della Fede è sobrietà di parole e copiosità di azioni (Bahá’u’lláh, Tavole 142)

Egli ci invita ad agire secondo i nostri principi spirituali invece di limitarci a professarli:

Dite, fratelli! Opere e non parole siano il vostro ornamento. (Bahá’u’lláh, Parole Celate, n.5 dal persiano)

Il miglioramento del mondo può ottenersi mediante azioni pure e sante e una condotta lodevole e decorosa. (Bahá’u’lláh, citato in Shoghi Effendi, L’avvento della giustizia divina 19)

In particolare uno dei discorsi tenuti da ‘Abdu’l-Bahá a Parigi è dedicato a questo tema. In esso Egli chiarisce che:

Il male continua a esistere nel mondo appunto perché dei propri ideali si parla soltanto, senza mai fare uno sforzo per attuarli. Se le azioni sostituissero le parole, la miseria del mondo si muterebbe assai presto in benessere. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 12)

Quindi, considerata tutta questa attenzione per le azioni pratiche è naturale chiedersi se sia realmente importante ciò in cui si crede, se sia importante il modo in cui si esprimono i valori, se sia importante la visione che si ha del mondo, se sia importante credere in Dio. Alla fin fine solo le azioni pratiche sono importanti, giusto?

Secondo il mio parere quando queste domande vengono prese alla lettera la risposta è no, queste cose non hanno importanza. Nessuno è superiore o migliore a causa di quello che pensa o della sua visione del mondo:

L’uomo che pratica il bene e non ne parla è sulla via della perfezione… Alcuni fanno professione di bontà dicendo e ripetendo molte belle parole, ma in verità desiderano soltanto essere ritenuti più grandi e più buoni degli altri e cercano fama agli occhi del mondo. Chi fa molto bene, meno spende parole sulle proprie azioni. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 13)

Tuttavia penso anche che le risposte che diamo riguardo i nostri valori e le nostre convinzioni abbiano un ruolo importante nel definire il nostro modo di pensare e di sentire che, di conseguenza, dà forma al nostro modo di agire.

Modello di sistema di convinzioni a quattro livelliPer approfondire questo concetto propongo di considerare un modello che distingue quattro diversi livelli nelle nostre convinzioni. Al centro sta il nostro credo fondamentale che può essere inteso come la pietra angolare del nostro sistema di convinzioni. Possiamo pensare ad esso come ad un paio di lenti attraverso le quali osserviamo il mondo (quello che nel linguaggio scientifico si chiamerebbe sistema di riferimento). Queste lenti danno origine alla nostra visione del mondo. Questa visione costituisce dunque la base sulla quale fondiamo i nostri valori che, a loro volta, definiscono le nostre azioni, cioè il modo in cui esprimiamo nel mondo i tre precedenti livelli delle nostre convinzioni.

Più ci si allontana dal centro più ogni livello successivo diventa chiaramente visibile e comprensibile. Possiamo pensare a questo modello come ad un fiume che scorre a valle e che si allarga mentre scende, diventando sempre più visibile e potente, anche se in origine era solo un piccolo ruscello di montagna.

Possiamo comprendere il ruolo di questo credo fondamentale nel nostro sistema di convinzioni guardando al mondo fisico. L’universo ha un meccanismo che governa il funzionamento dei suoi sistemi. La legge di gravità determina il modo in cui gli uccelli volano, i fiumi scorrono, gli alberi crescono, i pianeti orbitano, e così via. Da una prospettiva bahá’í possiamo considerare il potere dell’amore come il corrispondente della gravità nella realtà spirituale:

L’Amore è la luce che guida nelle tenebre, la maglia vivente che unisce Dio con l’uomo, che assicura il progresso di ogni anima illuminata. L’Amore è la massima legge che regge questo possente ciclo spirituale, l’unica forza che incatena fra loro i diversi elementi di questo mondo materiale, la suprema forza magnetica che governa i moti delle sfere nei regni del cielo. L’Amore rivela con inesausta e illimitata potenza i misteri latenti nell’universo. L’Amore è spirito di vita per il corpo adorno dell’umanità, fondatore della vera civiltà in questo mondo mortale e apportatore di gloria imperitura per ogni razza e nazione d’alti intendimenti. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 35)

Ogni sistema fisico ha un centro, qualcosa che regola il funzionamento delle sue varie componenti. Nel caso del nostro sistema solare, il sole costituisce il centro. La sua massa determina le orbite dei pianeti e la sua luce e il suo calore consentono l’esistenza della vita.

Allo stesso modo, il cuore ha un ruolo chiave nel funzionamento del corpo umano. Se per qualche motivo il suo battito si ferma, i medici applicano un pace-maker per garantire che il cuore continui la sua funzione. Sebbene il cuore non sia più in grado di regolare il proprio ritmo, l’intero sistema (il nostro corpo) collasserebbe senza qualcosa che compia questa funzione al suo posto. Da questo esempio possiamo comprendere come una funzione chiave debba essere comunque sempre garantita, anche se non dall’entità originale.

Anche nel nostro personale sistema di convinzioni esiste un credo centrale: una legge fondamentale, un’entità o una forza che governa il sistema, ne garantisce la continuità e ha un ruolo simile a quello del sole o del cuore nel mondo fisico. Potremmo definire questo credo fondamentale come l’assunto di base su cui si fondano tutti gli altri pensieri e opinioni.

Sia che ne siamo consapevoli o meno, sia che vogliamo accettarlo o meno, tutti abbiamo un assunto di base al centro del nostro pensiero. È radicato nella nostra realtà come, nella realtà fisica, la gravità, alla quale siamo sottomessi a prescindere dal nostro desiderio o dalla nostra coscienza.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-09-01T06:34:01+00:00 venerdì 1 settembre 2017|Categories: Spiritualità|Tags: , , , , |0 Commenti

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