Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Il mondo è già unito… solo non nel migliore dei modi

Per costruire l’unità e la pace globali, il reciproco interesse economico non è sufficiente. Una fondazione duratura per l’unità del mondo richiede un amore più sincero e spirituale, che leghi profondamente un’anima con l’altra.

di Greg Hodges
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Il mondo è già unito… solo non nel migliore dei modi

L’umanità è già unita. Forse non sembra ma lo è, e non solo nel senso che siamo stati tutti creati da Dio dalla stessa sostanza spirituale.

Siamo già uniti perché siamo tutti interconnessi in una nuova civiltà mondiale molto più complessa di qualsiasi altra mai esista nei secoli passati.

Nessun imperatore è sovrano di questo impero. Nessuna istituzione governa per intero questa estesa rete. Nessuna razza, nazione o etnia può pretendere di rappresentare la sua vera cultura. I suoi vari nomi esprimono diversi aspetti del suo carattere: la globalizzazione, il nuovo ordine mondiale, il capitalismo, ecc.

In questo impero globale il solo processo che ci mette tutti in connessione è il commercio. Ciò che ci lega è il denaro. Sia che uno cucini i pasti per i lavoratori di una fabbrica in Vietnam, o che abbia visto schizzare in alto i prezzi degli alloggi a Londra, o che viva vicino ad un pozzo di petrolio in Nigeria, è comunque connesso al vasto flusso di risorse che unisce ogni angolo del pianeta a tutti gli altri.

Dunque tutto il mondo è unito. Tutto è fantastico! Giusto? Abbiamo raggiunto l’unificazione della razza umana profetizzata dalla Fede bahá’í! Giusto? No, non così in fretta.

L’umanità ha liberato le sue enormi capacità materiali senza assumere i corrispondenti atteggiamenti e comportamenti, e senza sviluppare le istituzioni necessarie per incanalare tali potenzialità in direzioni genuinamente costruttive. Non abbiamo ancora sviluppato gli strumenti necessari per impedirci di distruggere noi stessi, come dimostrato dalla diffusione delle armi nucleari e dal profondo fallimento nel rispondere in modo tempestivo e adeguato all’insorgere del cambiamento climatico globale. L’enorme ricchezza materiale dell’industria moderna ha elevato le aspettative di tutti per quanto riguarda il cibo, l’abbigliamento, l’abitazione, gli elettrodomestici, ecc. Ma gli strumenti sociali e culturali per eliminare la povertà o favorire una reale felicità non sono andati di pari passo con questo boom tecnologico ed economico.

La Fede bahá’í offre un percorso per trasformare una superficiale unità economica in unità culturale e spirituale. Si sforza di concentrare e amplificare la nostra volontà collettiva e la nostra aspirazione a raggiungere livelli sempre più elevati di benessere umano.

Una delle differenze fondamentali tra l’unità mondiale prevalente e quella che gli insegnamenti bahá’í richiedono e promettono, sta nel carattere dei rapporti tra le persone. Oggi, l’unità mondiale si realizza attraverso il commercio di beni e servizi regolato da accordi internazionali di libero scambio. Quando due parti si impegnano in un’operazione commerciale, la loro principale preoccupazione è trovare un allineamento tra i reciproci interessi. Se entrambe le parti ne traggono beneficio, fanno affari. Diversamente le loro strade si separano. Quando i loro interessi si intrecciano profondamente, può capitare che confondano la loro connessione per qualcosa di molto più profondo di quanto in realtà non sia. ‘Abdu’l-Bahá così descrive questo tipo di relazione:

Oggi vedete due anime apparentemente legate da stretta amicizia. Domani tutto ciò può cambiare. Ieri quei due esseri erano pronti a morire l’uno per l’altro, oggi non si vogliono nemmeno vedere. Questo non è amore, è cedimento dei cuori ai casi della vita. Quando ciò che ha prodotto questo «amore» è passato, anche l’amore passa. Dunque questo non è in verità amore. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 200)

Per molti aspetti le parole di ‘Abdu’l-Bahá mi fanno pensare alle tante piccole città americane in cui ho vissuto in passato. Tutte cominciarono come comunità agricole, poi società esterne alla comunità costruirono fabbriche che attirarono piccoli eserciti di dipendenti dalla campagna circostante. Col passar tempo la gente ha perso il legame con lo stile di vita e l’abilità di vivere dei prodotti della terra. Ogni generazione si è sempre più abituata al lavoro in fabbrica. Poi un giorno le società hanno capito che sarebbero state più competitive e redditizie trasferendo le fabbriche altrove. Le fabbriche sono state chiuse ma la gente era ancora lì. I loro posti di lavoro sono spariti ma le loro esigenze economiche no.

I legami superficiali che legavano queste società a quelle città sono poco diversi dai rapporti che oggi legano le diverse nazioni della Terra. Se un paese non è utile per gli altri all’interno della rete del commercio globale normalmente viene ignorato e lasciato in disparte. Se un paese è altamente integrato, la sua posizione è forte solo in relazione alla sua capacità di servire gli interessi degli altri paesi. Questa forma di unità mondiale è costruita su di una base molto instabile.

A questo tipo di amicizia superficiale, puramente commerciale, gli insegnamenti bahá’í contrappongono un’unità più elevata, che definiscono “unità degli spiriti”:

L’amore che esiste fra i cuori dei credenti è prodotto dall’ideale dell’unità degli spiriti. Quest’amore si ottiene attraverso la conoscenza di Dio, così che gli uomini vedono l’amore divino riflesso nei cuori. Ognuno vede nell’altro la Bellezza di Dio riflessa nell’anima e, trovando questo punto di somiglianza, essi sono attratti l’uno verso l’altro con amore. Quest’amore rende tutti gli uomini onde dello stesso mare, stelle dello stesso cielo e frutti dello stesso albero. Quest’amore porta la realizzazione del vero accordo, la base della vera unità. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 199)

Per costruire l’unità e la pace globali, il reciproco interesse economico non è sufficiente. Una fondazione duratura per l’unità del mondo richiede un amore più sincero e spirituale, che leghi profondamente un’anima con l’altra. A Dio piacendo, i desideri e le frustrazioni suscitate dalla nostra attuale situazione di falsa unità serviranno a preparare meglio l’umanità per il perseguimento della vera unità.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-08-31T07:13:25+00:00 venerdì 18 agosto 2017|Categories: Società|Tags: , , |0 Commenti

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