Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Una battaglia col diavolo? Sì, ma quale diavolo?

Dunque andiamo dove ci conduce la nostra natura inferiore o ci lasciamo guidare dalla nostra natura spirituale? Questa è l’essenza della battaglia che gli esseri umani combattono e ognuno di noi deve fare la propria scelta.

di Judy Cobb
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Una battaglia col diavolo? Sì, ma quale diavolo?

Jean Poyer, L’arcangelo Michele sconfigge il diavolo. Circa 1500.

Diavolo: quanto potere hai sul pensiero degli esseri umani!

Molti sono i nomi che gli sono stati attribuiti: satana, diavolo, principe delle tenebre, bestia, serpente e tanti altri ancora. Lungo il corso della storia è stato immaginato, potente e invincibile, nell’atto di sussurrare all’orecchio degli esseri umani ogni possibile scusa per indurli al peccato. Una minaccia costante alla spiritualità tanto che alcuni gli attribuiscono un potere uguale a quello di Dio. Molti temono la sua malvagità e ritengono di dover intraprendere contro lui una battaglia quotidiana.

E se il diavolo non avesse una sua esistenza autonoma?

Sigmund Freud creò un linguaggio scientifico per descrivere gli stati interiori. Ha definito l’id, l’istinto, come “Volontà”, l’ego come “Realtà” e il super-ego come “Moralità” ma anche come agente moderatore nell’eterna lotta tra l’id e l’ego. Similmente gli insegnamenti bahá’í descrivono la continua lotta tra questi due stati interiori: la nostra realtà inferiore e la nostra natura spirituale:

L’uomo è intelligente, istintivamente e consapevolmente intelligente, la natura non lo è. L’uomo è munito di memoria, la natura non ne ha. L’uomo scopre i misteri della natura, la natura non è consapevole di quei misteri. È pertanto evidente che l’uomo ha un duplice aspetto: come animale è soggetto alla natura, ma nel suo essere spirituale e consapevole trascende il mondo dell’esistenza materiale. I suoi poteri spirituali, essendo più nobili ed elevati, posseggono virtù delle quali in natura non v’è alcuna traccia. Perciò essi trionfano sulle condizioni naturali. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 81, traduzione personale)

La vera battaglia: non contro forze esterne ma entro noi stessi

Gli animali, prigionieri dei loro istinti, non possono essere ritenuti responsabili delle loro azioni. Al contrario ne sono responsabili gli esseri umani in quanto, benché dotati di un corpo animale, posseggono, sin dalla loro concezione, un’anima che permette loro di superare i propri istinti dannosi. L’anima è il meccanismo che permette di trionfare su ciò che, nella storia, è stato definito come “tentazioni del diavolo”. Nella Bibbia leggiamo che siamo fatti a immagine di Dio. Naturalmente, questo non significa che si possa essere Dio, ma grazie all’anima, si può scegliere di riflettere le sue virtù divine, ed elevare il proprio comportamento, o decidere di seguire le inclinazioni più meschine. ‘Abdu’l-Bahá descrive le conseguenze della seconda scelta, che, una volta compiuta, può indurre a comportamenti inferiori a quelli di qualsiasi animale:

In questo mondo materiale, l’uomo è soggetto alla forza dei desideri degli istinti, di cui il peccato è una conseguenza inevitabile, perché questi desideri non sono soggetti alle leggi della giustizia e della rettitudine. Il corpo dell’uomo è prigioniero della natura e agisce in conformità con qualunque cosa la natura ordini. Ne consegue che nel mondo materiale devono esistere peccati come l’ira, l’invidia, l’aggressività, l’avidità, l’avarizia, l’ignoranza, il rancore, la corruzione, l’orgoglio e la crudeltà. (‘Abdu’l-Bahá, Le lezioni di San Giovanni d’Acri 123)

Un vantaggio del diavolo!

L’umanità nel tempo si è evoluta spiritualmente, fisicamente, intellettualmente e materialmente, passando dall’infanzia all’adolescenza, e così anche la sua comprensione della realtà è mutata, evolvendosi. Superato il concetto di terra piatta, ad esempio, si è aperta una nuova era di esplorazioni che ha portato ad un’esplosione di nuove conoscenze. Oggi l’umanità si avvicina alla maturità spirituale e per proseguire la sua evoluzione deve superare anche il concetto di un diavolo personificato che, anche se corrispondente alla sua capacità di comprensione durante l’infanzia, oggi non è più in grado di rappresentare la sua consapevolezza della realtà. La scusa che un bambino adduce per un comportamento non corretto è che la colpa sia di qualcun altro ma con la maturità spirituale arriva la capacità di agire da adulto e con essa una nuova rappresentazione della realtà, senza più la necessità di scuse o di addossare colpe ad altri.

Come diavolo fare senza il diavolo?

Non c’è più bisogno di credere nel diavolo. L’avevamo immaginato potente e invincibile ma ora, smascherato, lo sappiamo vulnerabile. Per gli esseri umani può essere preoccupante rendersi conto che tutto il male del mondo esce dalla loro natura inferiore ma fino a quando essi non accetteranno questa realtà non potranno assumersi piena responsabilità delle proprie azioni e del proprio stato in generale. Tuttavia rendersi conto che dentro di noi esiste una sola forza onnipotente – il Creatore – ci motiva ad agire per stabilire il regno di Dio sulla terra. L’elevazione spirituale è la vera arma contro il male e gli insegnamenti bahá’í offrono molti strumenti per aiutarci a raggiungere questo obiettivo.

Dunque andiamo dove ci conduce la nostra natura inferiore o ci lasciamo guidare dalla nostra natura spirituale? Questa è l’essenza della battaglia che gli esseri umani combattono e ognuno di noi deve fare la propria scelta.

Nel prossimo articolo di questa serie prenderò in esame le quattro strade che gli esseri umani possono usare per distinguere questa differenza.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-06-30T06:46:48+00:00 venerdì 30 giugno 2017|Categories: Spiritualità|Tags: , , , |0 Commenti

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