Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Etica e cambiamento climatico: prospettive di giustizia e sostenibilità

Quegli stessi sistemi globali che hanno consentito che larghe fasce della popolazione si trovassero ad affrontare povertà e bisogno, hanno altresì impoverito l’ambiente naturale.

di Arthur Lyon Dahl
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Etica e cambiamento climatico

Tramonto sulla Royd Moor Wind Farm, foto di Charles Cook (CC BY 2.0)

Troppo spesso si ritiene che scienza e religione siano forze antagoniste e che abbiano poco da offrirsi l’un l’altra.

Mentre il dibattito sul cambiamento climatico si va intensificando e le prove scientifiche hanno raggiunto livelli sorprendenti, sta diventando sempre più evidente come le sole informazioni scientifiche siano insufficienti a motivare le azioni necessarie per una drastica e risolutiva trasformazione della società umana:

Pensavo che i problemi ambientali più importanti fossero la perdita di biodiversità, il degrado dell’ecosistema e il cambiamento climatico. Pensavo che trenta anni di buona scienza potessero risolvere questi problemi. Mi sbagliavo. I principali problemi ambientali sono l’egoismo, l’avidità e l’apatia, e per far fronte a questi occorre una trasformazione culturale e spirituale. E noi scienziati questo non lo sappiamo fare. – Gus Speth, cofondatore del Natural Resources Defense Council

A complemento degli argomenti scientifici, recentemente, sono sempre più spesso le religioni e le associazioni di ispirazione religiosa a portare all’attenzione di tutti i problemi etici che stanno alla radice del fenomeno del cambiamento climatico.

Un esempio di questa stretta cooperazione tra scienza e religione lo si può trovare all’interno della comunità bahá’í.

I concetti scientifici dell’ecologia, della responsabilità ambientale e dell’evoluzione dei cambiamenti sociali, sono profondamente radicati negli scritti bahá’í e già da qualche decina di anni la Bahá’í International Community è attivamente impegnata su temi ambientali presso le Nazioni Unite e in altre sedi internazionali. Parallelamente, l’International Environment Forum, organizzazione di ispirazione bahá’í di cui fanno parte professionisti dell’ambiente provenienti da 70 nazioni, ha organizzato conferenze, a livello internazionale, sulle implicazioni spirituali del cambiamento climatico, sulle risposte necessarie per affrontarlo e anche sull’educazione per lo sviluppo sostenibile e per il conseguente cambiamento negli stili di vita.

La Bahá’í International Community rappresenta la comunità bahá’í diffusa in tutto il mondo, i cui membri provengono da tutte le nazioni, gruppi etnici, religiosi, culturali o socioeconomici presenti nel mondo, rappresentando, proprio per questo motivo, uno spaccato dell’umanità nel suo complesso.

Attiva in vari forum globali, la Bahá’í International Community ha propri uffici presso le sedi delle Nazioni Unite a New York e Ginevra e altri uffici regionali ad Addis Abeba, Bruxelles e Jakarta. La Bahá’í International Community è registrata presso le Nazioni Unite come Organizzazione Non Governativa già dal 1948 e attualmente ha status consultivo presso il Consiglio economico e sociale (ECOSOC) e il Fondo per i bambini delle Nazioni Unite (UNICEF) ed è anche accreditata presso il Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) e il Dipartimento delle Informazioni Pubbliche delle Nazioni Unite (DPI). La Bahá’í International Community collabora con le Nazioni Unite e le sue agenzie specializzate, nonché con gli Stati membri, le organizzazioni inter-governative e non-governative, le organizzazioni accademiche e quelle professionali. La Bahá’í International Community, nel suo messaggio indirizzato alla conferenza sul clima di Parigi (COP 21) nel dicembre del 2015, ha dichiarato:

Il cambiamento climatico causato dalle attività umane non è inevitabile; l’umanità sceglie le sue relazioni con il mondo naturale … L’attuale ordine globale ha spesso trattato il mondo naturale come un serbatoio di risorse materiali da sfruttare. Le gravi conseguenze di questi modelli di comportamento sono diventate fin troppo evidenti e sono chiaramente necessarie relazioni più equilibrate tra i popoli del mondo e il pianeta. La domanda oggi è come sia possibile stabilire nuovi modelli di azione e di interazione, a livello sia individuale che collettivo, attraverso le scelte personali, le relazioni sociali e le istituzioni governative.

Con l’adozione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, inclusi i suoi aspetti sociali, economici e ambientali, si sta creando una significativa spinta al cambiamento. Un accordo universale, e giuridicamente vincolante, sulle emissioni di carbonio sembra, per la prima volta, a portata di mano. Tuttavia la sostenibilità si basa tanto su fattori ecologici quanto su quelli umani e sociali. Ad esempio è stata evidenziata la correlazione tra disuguaglianza e degrado ambientale, suggerendo come i rapporti che gli esseri umani hanno tra di loro abbia un impatto diretto sulle risorse naturali del pianeta. Quegli stessi sistemi globali che hanno consentito che larghe fasce della popolazione si trovassero ad affrontare povertà e bisogno, hanno altresì impoverito l’ambiente naturale.

Un atteggiamento più equilibrato verso l’ambiente è dunque necessario per affrontare coscientemente la condizioni umane così come quelle naturali. Tale atteggiamento deve concretizzarsi in norme sociali e modelli di azione ispirati da concetti di equità e giustizia. Su queste basi si può assieme costruire una visione di progresso per il nostro futuro comune. Questo atteggiamento è, a sua volta, un potente meccanismo per promuovere iniziative in tutto il mondo e coordinare le numerose iniziative in linee d’azione che si rafforzino reciprocamente.

L’approccio bahá’í alla crisi climatica globale coniuga la prospettiva scientifica con le sfide etiche ad essa connesse. Evidenzia le carenze della società materialista dominante e della cultura consumista, sottolineando la necessità di equilibrio tra le dimensioni materiali e quelle spirituali della vita umana. A livello sociale il pensiero bahá’í ha le sue radici nel concetto di unità della razza umana fondata su basi di giustizia e solidarietà. Esso indaga i principi spirituali sui quali deve necessariamente basarsi qualsiasi soluzione al problema del cambiamento climatico e alle principali sfide che l’umanità oggi si trova ad affrontare. Promuove, inoltre, la riflessione individuale e l’azione collettiva. Una riflessione che parta dai principi spirituali conduce alla visione di una civiltà in continuo progresso, una visione che genera l’atteggiamento positivo necessario ad affrontare le fosche prospettive sul prossimo futuro che i dati scientifici, purtroppo, stanno dimostrando con grande chiarezza.

Se questo articolo vi è piaciuto potete ricevere tempestivamente informazioni sui prossimi con i seguenti link: la nostra Newsletter, like sulla nostra pagina Facebook, follow su Twitter.

Se ritenete che queste considerazioni possano essere un contributo utile alla riflessione di altre persone condividete l’articolo sui social network usando i pulsanti che trovate qui in fondo.

Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

Print Friendly, PDF & Email

2017-05-19T06:47:44+00:00 venerdì 19 maggio 2017|Categories: Società|Tags: , , , , , |0 Commenti

Scrivi un commento