Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Negazionismo: l’irrazionale rifiuto dei fatti

…quando un intero segmento della società, spesso alle prese con il trauma del cambiamento, si allontana dalla realtà preferendo una narrazione dei fatti più confortante.

di David Langness
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Negazionismo: l’irrazionale rifiuto dei fatti

Ci crediate o no, alcune persone negano ancora che viviamo su di un globo e insistono a dire che la terra sia piatta.
Immagine di Artsgrie (CC BY-SA 4.0)

Avete mai sentito parlare di negazionismo? Ecco come funziona: di fronte ad una realtà scomoda il negazionista sceglie di reagire secondo un meccanismo di difesa.

Michael Specter, giornalista e autore di un libro su questo tema, Denialism: How Irrational Thinking Hinders Scientific Progress, Harms the Planet, and Threatens Our Lives, definisce il negazionismo come una risposta basata sulla paura: “… quando un intero segmento della società, spesso alle prese con il trauma del cambiamento, si allontana dalla realtà a favore di una narrazione dei fatti più confortante.”

La Wikipedia descrive il negazionismo come: “una corrente pseudostorica e pseudoscientifica del revisionismo che consiste in un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso.”

Esistono negazionisti di ogni genere. Ci crediate o no, alcune persone negano ancora che viviamo su di un globo e insistono a dire che la terra sia piatta. Alcuni negazionisti contestano il fatto che i nazisti abbiano sterminato milioni di persone. Altri sostengono che lo sbarco sulla Luna sia stata tutta una bufala. Altri ancora contestano le prove scientifiche schiaccianti che mostrano come il pianeta continui a scaldarsi a seguito di attività di origine antropica. Ci sono anche i negazionisti dell’AIDS, i quali sostengono che il virus HIV non sia una malattia naturale, preferendo invece sostenere la teoria del complotto. Chi nega la Religione sostiene che una fede in qualsiasi cosa che vada al di là della pura realtà materiale sia folle. I creazionisti negano la teoria dell’evoluzione e definiscono le loro supposizioni “disegno intelligente”. Abbondano anche teorie negazioniste che sostengono vari tipi di cospirazione.

Questo tipo di negazione anti-scientifica, irragionevole, è oggi un fenomeno in rapida espansione.

Forse una delle cause sta nel ritmo vertiginoso del cambiamento tecnologico che l’umanità sta, per la prima volta nella storia, sperimentando o, più in generale, nella rapida espansione della conoscenza umana e nel fiorire di nuove scoperte scientifiche. Forse alcune persone si rifugiano nel negazionismo perché hanno accesso solo a cattive informazioni, di parte o addirittura del tutto false – parliamo di studi inaffidabili, di bufale, di propaganda intenzionalmente fuorviante. L’educazione al senso critico, naturalmente, svolge un ruolo significativo nella lotta al negazionismo ma altrettanto importante è l’esperienza pratica. Qualsiasi ne sia la causa, però, la sua attuale proliferazione è innegabile.

Proseguendo nella riflessione su questo fenomeno, vi invito a prendere in considerazione alcuni principi che i bahá’í ritengono fondamentali: esiste la verità e la sua ricerca è compito di ognuno di noi. La verità è una e non molteplice. La verità nutre e sostiene le nostre menti e le nostre anime, mentre le menzogne non ci offrono alcun valore nutrizionale di sorta:

Un uomo può essere giunto a un alto livello di progresso materiale, ma senza la luce della verità la sua anima è gracile e malnutrita. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 29)

Dunque vediamo se concordiamo tutti su tre semplici premesse riguardanti il negazionismo:

  • Conoscere la verità è sempre meglio che credere ad una menzogna.
  • Un dato di fatto è un dato di fatto.
  • Siamo tenuti a giudicare e verificare personalmente le nostre verità.

Tutti d’accordo? È probabile che non siano tanti quelli che si trovano in disaccordo con questi punti tuttavia recentemente molti di noi, forse la maggior parte, ha incontrato difficoltà a distinguere i dati di fatto dalle false notizie. Ecco alcuni consigli che possiamo trovare negli scritti bahá’í e che ci possono aiutare a giudicare in autonomia la verità e ad evitare il negazionismo:

1. Verifichiamo e indaghiamo! Non accettiamo mai nulla d’impulso, come fosse oro colato. Al contrario esaminiamo i fatti in prima persona e consideriamo qualsiasi affermazione con il necessario scetticismo:

Esaminiamo i fatti per quello che sono, indaghiamo la verità e la realtà per giungere ad opinioni e conclusioni vere.(‘Abdu’l-Bahá, Foundations of World Unity 96, traduzione personale)

2. Ragioniamo e ricerchiamo! Quando ci troviamo di fronte ad un’affermazione usiamo la nostra capacità di ragionare e le nostre competenze per verificarla prima di accettarla per vera. Consideriamo ciò in cui crediamo con un approccio scientifico e ancoriamo le nostre convinzioni su solide fondamenta e non su di un terreno instabile:

L’uomo di scienza è percettivo e dotato di visione, mentre chi è ignorante e trascura questo sviluppo è cieco. La mente indagatrice è attenta e vivace, la mente insensibile e indifferente è sorda e morta. L’uomo di scienza è il vero esponente e rappresentante dell’umanità, perché, grazie ai procedimenti del ragionamento induttivo e della ricerca, egli è informato di tutto ciò che appartiene all’umanità, al suo stato, alle sue condizioni e ai suoi eventi. Egli studia il corpo politico umano, comprende i problemi sociali e intesse la trama e l’ordito della civiltà. Infatti, la scienza può essere paragonata a uno specchio, nel quale si rivelano e si rispecchiano le infinite forme e le innumerevoli immagini delle cose esistenti. Essa è la base di ogni sviluppo personale e nazionale. Senza la base di questa indagine, lo sviluppo è impossibile. Perciò, perseguite con diligente sforzo il sapere e il conseguimento di tutto ciò che rientra nelle facoltà di questo meraviglioso dono. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace 50, traduzione personale)

3. Non crediamo a ciò che non possiamo confermare! Facciamo il massimo sforzo per armonizzare i nostri pensieri, le nostre credenze e le nostre emozioni. Nelle questioni di religione, che includono le nostre convinzioni più profonde, non accettiamo superstizioni:

La religione deve reggere all’analisi della ragione. Deve concordare con i fatti e le prove scientifiche, così che la scienza sancisca la religione e la religione corrobori la scienza. Entrambe sono indissolubilmente congiunte e unite nella realtà. Se si scopre che alcune affermazioni e alcuni insegnamenti della religione sono irragionevoli e contrari alla scienza, essi sono frutto della superstizione e dell’immaginazione. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace 175, traduzione personale)

Come può un uomo credere a qualcosa che sa essere opposta alla ragione? È possibile? Può il cuore accettare ciò che la ragione nega? (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace 231, traduzione personale)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-04-14T06:32:05+00:00 venerdì 14 aprile 2017|Categories: Società|Tags: , , , , |0 Commenti

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