Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Felice anno nuovo (bahá’í)!

Se conoscete un bahá’í, potreste andare questa domenica, 19 marzo 2017, alla loro festa di capodanno. Siete tutti invitati.

Tratto da bahaiteachings.org

Vincent van Gogh, Mandorlo in fiore (1890)

Vincent van Gogh, Mandorlo in fiore (1890)

bahá’í celebrano il capodanno il primo giorno di primavera, l’equinozio di primavera. Non facciamo bagordi, non ci ubriachiamo e non aspettiamo i fuochi d’artificio a mezzanotte, ma cantiamo, mangiamo, balliamo e stiamo allegramente assieme, un cordiale, variegato e affascinante gruppo di persone che stanno felicemente in compagnia per salutare le eccitanti e illimitate future possibilità offerte dall’arrivo del nuovo anno.

Naw-Rúz è la festa bahá’í dell’ospitalità e della gioia.

Quest’anno, 174 anni dopo l’inizio della Fede bahá’í, i bahá’í di tutto il mondo celebreranno Naw-Rúz (che in persiano significa, come avete già indovinato, “anno nuovo”), l’annuale festività della primavera spirituale e fisica. Mentre i fiori sbocciano e gli arbusti mettono le gemme e gli uccelli cinguettano sui rami, i bahá’í sorridono e ridono e si abbracciano con affetto. In verità “mangiano, bevono e festeggiano” alla vecchia maniera, nel migliore significato di questa frase celebrativa.

L’annuale digiuno bahá’í di diciannove giorni si conclude il giorno prima di Naw-Rúz. Ciò significa che i bahá’í si preparano all’avvento dell’anno nuovo praticando il distacco dal mondo materiale, purificando simbolicamente i detriti di quello vecchio come le bufere invernali spazzano via le foglie morte dell’anno precedente. Con la sua quotidiana astensione dal cibo dall’alba al tramonto, il digiuno bahá’í ha un forte impatto su coloro che l’osservano, svuotandone lo stomaco e colmandone l’anima.

E quando il digiuno finisce il nuovo anno ha inizio.

Naw-Rúz (o Nowruz, un’altra sua forma di scrittura) è la più antica festa del mondo. Ecco che cosa ne dice Wikipedia:

Il Nawrūz (persiano: نوروز‎‎), ma anche – a causa della diversità di pronuncia fra le varie lingue e i vari dialetti – Norouz è una ricorrenza tradizionale che celebra il nuovo anno e che è festeggiata in Iran, Azerbaigian, Afghanistan, Albania, Bosnia, Georgia, in vari paesi dell’Asia centrale come il Turkmenistan, il Tagikistan, l’Uzbekistan, il Kirghizistan e il Kazakistan, e presso le comunità iraniane in Iraq, Pakistan, Turchia, ed in molti altri paesi. Ricorre il 21 marzo, sebbene in alcune località lo si festeggi il 20 o il 22, venendo di fatto a coincidere con l’equinozio di primavera.

Nato in ambito persiano pre-islamico, e inizialmente festa sacra zoroastriana, il Nawrūz viene celebrato da molti sufi e dai bahá’í. Nei paesi iranici che computano il tempo in base a un calendario luni-solare (detto Hijrī-Shamsī, cioè “egira solare”) esso viene considerata una festa (ʿĪd) popolare (ma non religiosa), simile al capodanno dei paesi occidentali. Oltre a rappresentare la data di inizio del calendario legale iraniano e bahá’í, il Nawrūz viene anche festeggiato ovviamente come data di inizio della primavera. I sufi festeggiano questa festa, che chiamano “Sultan Nevruz”, in quanto credono che in questa data il profeta Muhammad abbia ricevuto da Allah l’ordine di diffondere a tutti il suo messaggio, inoltre per i sufi è il giorno in cui il mondo cominciò a girare per volontà divina.

Nel 2010 l’Assemblea generale dell’ONU ha riconosciuto la Giornata internazionale di Nowruz, definendola una festività primaverile di origine persiana che viene celebrata da oltre tremila anni. Durante l’incontro del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale delle Nazioni Unite, che ha avuto luogo fra il 28 settembre e il 2 ottobre 2009 in Abu Dhabi, Nowrūz è stato ufficialmente registrato nella Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’UNESCO.

Per i bahá’í, Naw-Rúz non è solo una festa, essa ricorda l’unità di tutti i messaggeri di Dio e la primavera spirituale che ciascuno di essi ha portato al genere umano. ‘Abdu’l-Bahá spiega che Naw-Rúz è “il Giorno di Dio”, in cui lo spirito si risveglia e la luce di una nuova rivelazione brilla ugualmente sull’intera creazione di Dio:

Ben presto, come di primavera, il mondo intero cambierà d’abito. Le foglie autunnali hanno cessato di trascolorare e di cadere; è finita la desolazione dell’inverno. È giunto il nuovo anno e la primavera dello spirito è alle soglie. La nera terra si sta facendo verdeggiante giardino; nei deserti e sulle montagne pullulano fiori purpurei; dal limitare delle lande selvagge alte erbe si ergono, avanguardie di cipressi e gelsomini; mentre gli uccelli cantano fra rami di rose come angeli nell’alto dei cieli, annunciando la lieta novella dell’imminente primavera dello spirito e la dolce musica delle loro voci muove e scuote la vera essenza di tutte le cose. (‘Abdu’l-Bahá citato in La conservazione delle risorse della terra, p. 19)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-03-17T05:19:57+00:00 venerdì 17 marzo 2017|Categories: Spiritualità|Tags: , , |0 Commenti

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