Contare sulla gentilezza degli sconosciuti

In alcune occasioni la gentilezza degli sconosciuti può offrire un supporto ineguagliabile, sia fisico che emotivo o anche spirituale. Questo tipo di esperienze si possono trasformare in memorie preziose e talvolta anche in amicizie durature.

di Jaine Toth
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Contare sulla gentilezza degli sconosciuti

San Martino e il mendicante, Wilfred Thompson (1891-1921)

Siete mai stati costretti a fare affidamento sulla gentilezza di persone sconosciute?

In alcune occasioni la gentilezza degli sconosciuti può offrire un supporto ineguagliabile, sia fisico che emotivo o anche spirituale. Questo tipo di esperienze si possono trasformare in memorie preziose e talvolta anche in amicizie durature.

Angel Mott, stava facendo shopping durante il Black Friday, in un negozio nello stato dell’Iowa, quando ricevette, con una telefonata, la notizia che sua madre era deceduta. Pur malata da tempo, non si pensava che potesse morire così in fretta e per questo Angel rimase particolarmente scioccata dalla notizia. Scoppiò in lacrime rimase a lungo seduta a piangere. Era fuori di sé. Gli altri avventori le passavano accanto, qualcuno fissandola, altri cercando di ignorarla, fino a quando una donna si fermò a chiederle cosa fosse successo. Quando la donna comprese la situazione angosciosa, le si sedette accanto e la strinse fra le sue braccia per sostenerla e pianse assieme a lei. Dopo un po’ aiutò Angel ad alzarsi, la portò in cima alla fila, spiegando agli altri avventori già in coda perché sarebbe stato giusto farla passare avanti e lasciarle acquistare il lettino, per un animale domestico malato, di cui aveva bisogno, in fine si separarono quando la donna disperata ebbe raggiunto la sua automobile per dirigersi verso la casa di riposo dove stava la madre.

Angel si rese conto solo dopo che, nella confusione del momento, aveva dimenticato di chiedere il nome della gentile signora che l’aveva aiutata. L’episodio le tornava continuamente in mente e sentiva il bisogno di ringraziarla e così mise un annuncio sui social network e continuò a postarlo fino a quando fu visto da Sara Ross che le scrisse: “La signora che lei sta cercando è la mia cara sorella Stephanie Uhlenberg. L’aveva semplicemente vista piangere e non se la sentiva di tirare dritto come se nulla fosse. Voleva essere sicura che lei stesse bene. Una volta resasi conto del motivo del pianto si era commossa. Non importa se si tratta di uno sconosciuto o meno ma nessuno che riceva una notizia del genere dovrebbe esser lasciato solo.”

Angel e Stephanie si incontrarono nuovamente e nuovamente si strinsero in un grande abbraccio ma, questa volta, sorridendo.

In Arizona, Linda Jaimes incappò sulla scena di un incidente. Notò due donne che stavano litigando mentre una terza giaceva distesa sulla strada senza nessuno che si curasse di lei. Tanner Clinch, reporter del quotidiano locale Eloy Enterprise, riportò la seguente dichiarazione di Jaimes: “Non avevo le conoscenze mediche per aiutarla così mi sono limitata a tenerle la mano perché non volevo che fosse lasciata sola in quel modo. Misi le mani sulle sue e pregai il Signore di mandare un angelo che le stesse vicino.”

Questo mi ricordò di un incidente che ebbe luogo quando avevo diciotto anni. Stavo andando in moto assieme a mio padre e ad un suo amico lungo l’autostrada 101, a Los Angeles, e vedemmo una vettura tagliare la strada a un poliziotto in motocicletta. L’autista scappò via senza fermarsi mentre il poliziotto perse il controllo e andò a sbattere contro alcuni arbusti che si trovavano ai bordi di una rampa di uscita. Accostammo e mio padre, assieme al suo amico, provarono subito a sfilare lo stivale del poliziotto che sembrava gli stesse bloccando la circolazione in quanto la gamba ferita stava rapidamente gonfiandosi. Era un compito difficile e dolorosissimo per il poliziotto, un giovane con capelli rossi e lentiggini, che appariva decisamente disperato. Gli presi la mano e continuai a fargli domande. Questo distolse la sua attenzione dal dolore fino a quando arrivò l’ambulanza. Dopo aver fornito le nostre generalità alla polizia proseguimmo per la nostra strada.

Poco tempo dopo arrivarono a casa nostra delle rose accompagnate da un biglietto di ringraziamento. Gli uomini, senza il cui aiuto il giovane poliziotto avrebbe probabilmente perso il piede, e forse anche tutta la gamba, apparentemente non furono notati in quanto non ricevettero nessun biglietto di ringraziamento. Sembra che fu solo il conforto emotivo ad essere ricordato. Allora lo trovai curioso ma oggi, con cinquantadue anni in più e, spero, molto più saggia, questo mi sembra assolutamente logico anche alla luce degli insegnamenti bahá’í che ci dicono:

Abbiate a cuore gli estranei come fossero vostri cari; mostrate a coloro che non conoscete la medesima amorevole cortesia che concedete ai vostri fedeli amici. (‘Abdu’l-BaháAntologia 41)

I bahá’í credono che ogni essere umano sia parte di un’unica famiglia umana e che siamo tutti, per così dire, imparentati. Questo significa, secondo gli insegnamenti bahá’í, che “nessuno dev’essere un estraneo per l’altro, tutti devono essere amici.”:

La sola vera differenza che esiste fra gli uomini è che essi si trovano in stadi diversi di sviluppo. Alcuni sono imperfetti, bisogna portarli alla perfezione. Alcuni sono addormentati, bisogna svegliarli. Altri sono negligenti, bisogna scuoterli. Ma tutti sono figli di Dio. Amateli con tutto il cuore. Nessuno dev’essere un estraneo per l’altro, tutti devono essere amici. (‘Abdu’l-BaháSaggezza  186)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2017-02-10T05:36:21+00:00 10 febbraio 2017|Categorie: Cultura|Tags: , |

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