Il ruolo della religione in una società etica

“Sta diventando sempre più chiaro che il passaggio verso la fase culminante del millenario processo dell’organizzazione del pianeta come una casa per tutta la famiglia umana non potrà avvenire in un vuoto spirituale.”

di Arthur Lyon Dahl
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Corruzione morale e religione, prima parte.

Il ruolo della religione in una società eticaNel tumulto del rapido avanzamento della civiltà moderna gli esseri umani non si sono preoccupati di come renderla sostenibile.

Specialmente tra gli intellettuali, tra i giovani e tra chi proviene da culture nelle quali persistono ideali comuni, sono in tanti ad essere ancora legati a valori altruistici e spirituali e ad essere angosciati al pensiero delle forze distruttive che oggi sempre più imperversano in tutto il mondo. Tuttavia le difficoltà e i fallimenti di molti dei movimenti più liberali mostrano come un attaccamento puramente intellettuale a valori come i diritti umani, la solidarietà, l’attenzione agli esclusi e agli emarginati o la redistribuzione delle ricchezze, non sia sufficiente. Come succede per i movimenti conservatori, anche in questi non mancano le divisioni interne dovute ad egoismi, ambizioni e lotte per il potere.

La principale carenza sta nel livello di educazione e progresso spirituale dei singoli individui. Il potenziale umano trova espressione quando viene coltivato in uno spirito di servizio altruistico, privo di orgoglio e di desiderio di primeggiare sugli altri, e anche quando l’individuo è pronto ad accompagnare gli altri nei loro atti di servizio, facendosi così parte integrante di una comunità in grado di apprendere e di svilupparsi in modo organico. È questa dimensione educativa ad essere sostanzialmente assente nelle società contemporanee di tutto il mondo. Questo tipo di educazione spirituale mette i singoli individui in grado di raffinare il proprio carattere e di contribuire ad una civiltà in continuo progresso. È grazie allo sviluppo di queste capacità che diventa possibile generare senso del dovere e senso di responsabilità in coloro che assumono ruoli di responsabilità nelle istituzioni.

Questo discorso ci porta a considerare l’assenza di una componente significativa nell’ambito dei tentativi di affrontare le crisi del mondo contemporaneo: la religione. Tradizionalmente la religione ha educato gli esseri umani ai valori etici e morali di base. Gli insegnamenti religiosi hanno riguardato il bene e il male, i santi e i peccatori, i valori altruistici che contribuiscono a costruire culture sostenibili in opposizione all’avidità, alla brama, all’indolenza, all’orgoglio e alla violenza che sono tenute in così alta considerazione nelle moderne società di mercato. Tuttavia oggi, anche nelle società che si dichiarano religiose, questi valori etici sono gravemente carenti e quando sono lodati si tratta spesso solo di parole mentre la grande maggioranza persegue obiettivi egocentrici e materialistici. Là dove la religione è stata sostituita da ideologie laiche i risultati non sono migliori e i valori comuni sono spesso imposti con la forza piuttosto che scaturire da quelle motivazioni interiori positive che la religione può generare.

Interessante a questo proposito è un recente libro di Peter Turchin intitolato Ultrasociety: How 10,000 Years of War Made Humans the Greatest Cooperators on Earth. In questo libro Turchin, pur essendo un ateo dichiarato, identifica la religione come la principale forza alla base della nascita delle grandi civiltà. In uno studio precedente, sulla rivista Nature, Turchin denunciava l’imminente collasso della nostra civiltà a causa della crescente concentrazione della ricchezza, della perdita di coesione sociale e dell’abbandono dei giovani.

Tuttavia la religione, nella maggior parte delle sue espressioni attuali, non è all’altezza del compito. Nella sua dichiarazione al Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg nel 2002, la Bahá’í International Community ha fornito una dettagliata analisi delle sfide che le religioni devono affrontare se vogliono contribuire ad affrontare i problemi del mondo contemporaneo. Su questo tema, nella stessa dichiarazione, la Bahá’í International Community ha evidenziato due aspetti: “…il ruolo costruttivo che la religione può giocare nella creazione di un ordine globale prospero e pacifico e l’impatto distruttivo che il fanatismo religioso può avere sulla stabilità e sul progresso del mondo.” La Bahá’í International Community ha poi anche evidenziato il fallimento delle Nazioni Unite “…nell’affrontare il bigottismo come uno dei maggiori ostacoli alla pace e al benessere”:

Sta diventando sempre più chiaro che il passaggio verso la fase culminante del millenario processo dell’organizzazione del pianeta come una casa per tutta la famiglia umana non potrà avvenire in un vuoto spirituale. La religione, le scritture bahá’í asseriscono, «è fonte di illuminazione, causa di sviluppo e impulso animatore di ogni avanzamento umano» ed «è stata la base di ogni civiltà e di ogni progresso nella storia dell’umanità». Essa è fonte di significato e di speranza per la stragrande maggioranza degli abitanti del pianeta e ha un potere illimitato di ispirare ai suoi seguaci il sacrificio, il cambiamento e l’impegno a lungo termine. È inconcepibile che si possa fondare e mantenere una società globale pacifica e prospera — una società che alimenti una straordinaria diversità di culture e di nazioni — senza coinvolgere direttamente e sostanzialmente le grandi religioni del mondo nel suo disegno e nel suo supporto. (Religione e sviluppo al bivio: convergenza o divergenza? Bahá’í International Community, 2002, traduzione personale)

Gli insegnamenti bahá’í hanno sempre sostenuto come la religione detenga la chiave per ottenere la coesione e l’unità di cui il mondo oggi ha così disperatamente bisogno. Già nel 1875 ‘Abdu’l-Bahá scriveva che solo la religione può generare vera amicizia e unità tra gli uomini:

Sicuramente l’amore, l’amicizia e l’unità fra tutti i membri della razza umana sono i massimi strumenti per conseguire il progresso e la gloria dell’uomo, i mezzi supremi per illuminare e redimere il mondo. Nulla si può realizzare sulla terra – non è nemmeno pensabile – senza unità e accordo; e il perfetto strumento per generare amicizia e unione è la vera religione. (‘Abdu’l-BaháIl segreto della civiltà divina 50)

La religione è la luce del mondo e il progresso, il successo e la felicità dell’uomo scaturiscono dall’ottemperanza alle leggi stabilite nei Libri sacri. In breve si può dimostrare che nella vita, sia interiormente sia esteriormente, la struttura più possente, più solida, più duratura, eretta a custodia del mondo, capace di assicurare le perfezioni spirituali e materiali dell’umanità e di proteggere la felicità e la civiltà della società, è la religione. (‘Abdu’l-Bahá, Il segreto della civiltà divina 49)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2017-01-27T09:47:59+00:00 13 gennaio 2017|Categorie: Società|Tags: , , |

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