Il telefilm Black Mirror, i social network e il servizio al prossimo

Nel mondo contemporaneo viviamo ossessionati da quanti like ottengono i nostri post e da quanti follower abbiamo mentre il nostro impegno dovrebbe essere dedicato al servizio per il prossimo.

di Tara Jabbari

Originale in inglese su bahaiteachings.org

Recentemente, sul servizio di streaming Netflix, è iniziata la nuova serie del telefilm Black Mirror.

Recentemente, sul servizio di streaming Netflix, è iniziata la nuova serie del telefilm Black Mirror

Recentemente, sul servizio di streaming Netflix, è iniziata la nuova serie del telefilm Black Mirror. Il primo episodio Nosedive, tradotto A caduta libera per il pubblico italiano, racconta la storia di persone il cui status sociale dipende dal punteggio assegnato loro da estranei in una interazione in tempo reale come fosse una sorta del famoso social network Instagram.

La protagonista di Black Mirror, Lacie, si impegna duramente per essere estremamente carina con tutti quelli che incontra e riuscire così a mantenere il suo punteggio di 4.2 stelle su 5. Quando però Lacie prova a trasferirsi in un appartamento all’interno di un condominio lussuoso scopre che le serve in punteggio di almeno 4.5 stelle. Poco dopo un suo amico di infanzia, con un punteggio di 4.8, le chiede di fare da damigella d’onore al suo matrimonio. Lacie accetta con entusiasmo sperando che ciò le sia utile per raggiungere il punteggio necessario per accedere al lussuoso condominio dove vorrebbe andare ad abitare.

A caduta libera, primo episodio della nuova serie del telefilm Black Mirror

A caduta libera, primo episodio della nuova serie del telefilm Black Mirror

Purtroppo durante il viaggio verso il luogo del matrimonio si ritrova alle prese con un volo cancellato e la vettura a noleggio che si guasta e, come se non bastasse, finisce col litigare ferocemente con suo fratello che l’accusa di non guardare in faccia a nessuno pur di riuscire a incrementare il proprio punteggio. Anche uno solo di questi inconvenienti avrebbe messo di cattivo umore chiunque ma in un mondo dove non puoi permetterti di uscire di testa, di gridare o di imprecare non ti resta che annuire e sorridere. Per giunta nessuno ti aiuta per timore di vedere il proprio punteggio abbassarsi assieme al tuo.

La falsa gentilezza raccontata da questa puntata di Black Mirror mi ha fatto pensare agli scritti bahá’í che invitano ad essere gentili con tutti. Non è sempre facile ma, proprio riflettendo sugli scritti bahá’í, mi sono resa conto che un aspetto essenziale della gentilezza è il servizio al prossimo:

Sii generoso nella prosperità e grato nell’avversità. Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente ed amichevole. Sii tesoro per il povero, ammonitore per il ricco, risposta al grido del bisognoso, custode della santità della promessa. (Bahá’u’lláh, Epistola al Figlio del Lupo 65)

In questo episodio di Black Mirror si parla di gentilezza ma non di servizio al prossimo, si parla invece di desideri e di scopi egoistici. Lacie voleva un appartamento lussuoso e per averlo ha provato in ogni modo ad ottenere un punteggio più alto. Lo stesso vale per gli altri personaggi che si mostravano gentili l’uno con l’altro solo per incrementare il proprio punteggio e ottenere vantaggi materiali, un’auto migliore, un biglietto aereo di classe superiore e così via. In tutto l’episodio c’è solo un personaggio che si mostra generoso. Un personaggio che parla apertamente e dice la verità pur sapendo che gli altri non l’apprezzeranno e, di conseguenza, si ritrova con un punteggio basso ma vive felice e in pace con se stesso. La sua gentilezza e la sua onestà sono sincere:

Siate padri amorevoli per gli orfani, e rifugio per gl’indifesi, e tesoro per i poveri, e rimedio per gl’infermi. Siate soccorritori per ogni vittima dell’oppressione, patroni dei diseredati. Pensate sempre a come render servigio a ogni membro della razza umana. Non curatevi di avversione, repulsione, disprezzo, ostilità, ingiustizia: agite nella maniera opposta. Siate gentili con sincerità, non solo in apparenza. Su questo concentri ogni amato di Dio la propria attenzione: essere misericordia di Dio per l’uomo, essere la grazia del Signore. Ciascuno benefichi e avvantaggi in qualche modo coloro la cui via egli incroci. (‘Abdu’l-BaháAntologia 13)

La lettura di questi testi bahá’í mi ha aiutato a dare un senso a questa storia. Nel mondo contemporaneo viviamo ossessionati da quanti like ottengono i nostri post e da quanti follower abbiamo mentre il nostro impegno dovrebbe essere dedicato al servizio per il prossimo.

Le nostre azioni sono di giovamento al prossimo? Sono di aiuto? Non riusciremo ad essere simpatici in ogni momento della nostra vita ma del resto siamo esseri umani. Possiamo aiutarci a vicenda ma abbiamo anche bisogno di prenderci cura di noi stessi. Ci capita a volte di esaurire le nostre energie e di entrare in agitazione ma se ci ricordiamo che in questo mondo possiamo fare la nostra parte, grande o piccola che sia, allora capiamo che le nostre azioni contano.

Soprattutto le nostre azioni non devono essere finalizzate allo status sociale, a scopi materialistici o a valori superficiali. Guardate questo episodio di Black Mirror, considerate come quella collettiva mancanza di buon senso e come la generosità di quell’unico personaggio ce lo ricordino. Considerate chi sia realmente più felice, quelli con un punteggio elevato o quelli che si ricordano di essere umani e provano ad aiutare il prossimo così come se stessi.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2016-12-02T13:06:05+00:00 2 dicembre 2016|Categorie: Attualità|Tags: , , , , , |

2 Comments

  1. Diana sabato 3 dicembre 2016 al 00:28

    Questa riflessione è arrivata proprio quando ne avevo bisogno è stata come una tiratina d’orecchio. Grazie cercherò di tenerla presente per i miei giorni futuri.

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