Cercare l’anima gemella o… crearne una?

È davvero difficile affrontare un matrimonio quando in un angolo della nostra mente continuiamo a chiederci se non ci siamo sbagliati e, in realtà, la persona, alla quale siamo destinati, non sia un’altra, ancora in giro, da qualche parte del mondo, in attesa di essere trovata.

di Susanne M. Alexander
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Creare un'anima gemella

Visto l’attuale tasso di divorzi credo sia venuto il momento di riconsiderare la tradizione popolare secondo la quale per ognuno di noi esiste una sola anima gemella.

Oggi affrontiamo le relazioni di coppia con l’idea che, prima o poi, troveremo la nostra metà, quel principe o principessa col quale vivere per sempre felici e contenti. Questo può andare bene nei film, dove la vita dei personaggi dura un paio di ore al massimo, ma nella pratica credo sia meglio sposare qualcuno che abbia caratteristiche compatibili con le nostre per poi impegnarci, nel quotidiano, a sviluppare una relazione solida e duratura.

Pensiamo un attimo alle conseguenze di questo mito dell’anima gemella. Le persone si impegnano in una lunga ricerca fatta di innumerevoli incontri accompagnati tutti da un ritornello che si ripete costante in sottofondo: “Sarà questa la persona giusta?”. La maggior parte di loro non ha la minima idea di chi o cosa stiano cercando e quindi difficilmente possono capire se la loro ricerca abbia avuto successo o meno. Secondo questa mentalità il successo diventa evidente se ci si innamora, con scarsa o nulla considerazione di ciò che possa essere realmente importante in una relazione che dovrebbe durare finché morte non vi separi. Ma se la misura del successo è l’intensità dell’innamoramento, come potremo mai mettere a tacere quella voce che inizia comunque, prima o poi, a farsi sentire dentro di noi con la quale ci chiediamo, con sempre maggiore insistenza: “E se non fosse questa la persona giusta?”

È davvero difficile affrontare un matrimonio quando in un angolo della nostra mente continuiamo a chiederci se non ci siamo sbagliati e, in realtà, la persona, alla quale siamo destinati, non sia un’altra, ancora in giro, da qualche parte del mondo, in attesa di essere trovata. Questa caccia all’anima gemella è una ricetta infallibile per una relazione instabile e può solo portare a matrimoni privi di un reale impegno da parte dei coniugi che sempre più spesso, alle prime difficoltà, sono già pronti a ricorrere al divorzio.

Affinché il matrimonio sia duraturo occorre che i coniugi sappiano andare oltre l’attrazione fisica e che ci sia tra di loro un legame profondo e spirituale. La credenza comune è che sia necessario trovare l’anima gemella ma questa è veramente unica? Naturalmente le caratteristiche dell’anima, l’aspetto spirituale dell’essere umano, sono determinanti per la ricerca del partner della nostra vita. Ad esempio pregare di essere guidati a trovare e riconoscere un potenziale partner è giusto ma, nella sostanza, è importante rendersi conto che una relazione che funzioni non la si trova già bella e pronta dietro l’angolo ma la si crea e la si coltiva con l’impegno quotidiano. Gli insegnamenti bahá’í incoraggiano le coppie a impegnarsi in questo senso:

Il vero matrimonio bahá’í è il mutuo impegno delle due parti e un reciproco attaccamento delle menti e dei cuori. Ma ciascuno è tenuto a studiarsi con cura di conoscere a fondo il carattere dell’altro, sì che il vincolante patto fra loro possa essere un nodo che duri per l’eternità. Sia questo il loro scopo: divenire amorevoli amici e compagni, tra loro uniti nel tempo e nell’eternità… (‘Abdu’l-BaháAntologia 116)

Quando crediamo di aver trovato l’anima gemella ma fino a quel momento ci sono state poche opportunità di condividere esperienze di vita concreta allora è probabile che la relazione sia basata su necessità emotive complementari. Ad esempio si potrebbe trattare di due persone entrambe appena uscite da matrimoni falliti o persone con alle spalle un’infanzia difficile o, più semplicemente, persone che soffrono di solitudine e che sono rimaste piacevolmente sorprese dall’aver trovato un partner che le accetti. Queste motivazioni costituiscono basi instabili e insufficienti a garantire un matrimonio durevole.

Al contrario i matrimoni solidi prosperano quando sono fondati sull’amicizia e sulla capacità di condividere una vita di amore e di servizio reciproco. In termini spirituali sviluppare una relazione solida tra due anime diventa naturale quando si sceglie un partner con cui ci sia un rapporto di amicizia e di amore profondo, e con cui si possa convivere pacificamente e allevare con successo i propri figli. Affinché tra due anime si possa creare un solido rapporto coniugale occorrono tempi lunghi, necessari per scoprire e sviluppare legami spirituali, anche grazie al supporto della preghiera. Affinché tra due anime si possa creare un solido rapporto coniugale esse devono impegnarsi a praticare e sviluppare le qualità di un buon carattere, come la gentilezza, la compassione e la fedeltà. Trovare qualcuno con il quale costruire questo tipo di relazione, per quanto impegnativo, è sicuramente un’ipotesi più realistica rispetto all’idea romantica che esista una sola ed unica persona, la nostra metà, con la quale si possa costruire una famiglia. Pensate un attimo cosa si provi a raggiungere un tale livello di intimità:

O voi due che credete in Dio! Il Signore, impareggiabile qual è, ha creato uomo e donna perché dimorino assieme nella più stretta amicizia, quasi fossero un’anima sola. Essi sono due compagni, due amici intimi, tenuti a preoccuparsi del reciproco benessere. Se così vivranno, attraverseranno questo mondo in perfetto appagamento, beatitudine e pace di cuore e nel Regno dei Cieli diverranno ricettacoli della grazia e del favore di Dio. (‘Abdu’l-BaháAntologia 120)

Prima del matrimonio, creare e sviluppare una relazione armoniosa di questo tipo tra due anime è un processo che richiede molto tempo e molta comunicazione. Si possono leggere assieme libri sul matrimonio o frequentare corsi sul matrimonio. Si può prendere parte ad attività che, portate avanti fianco a fianco, aiutino a comprendere il carattere dell’altro e la compatibilità tra i due. Portare avanti queste iniziative, tuttavia, non richiede di convivere, di fatto gli studi in merito spesso mostrano come la coabitazione non costituisca un elemento utile per sviluppare un matrimonio soddisfacente e durevole. Affinché due anime divengano compagne per la vita è necessario che la coppia si impegni in attività pratiche e non semplicemente andare insieme a teatro o a ballare.

Ad esempio fare attività di volontariato insieme consente, piuttosto rapidamente, di conoscere il carattere dell’altro e la sua capacità di supportare la famiglia nei momenti di difficoltà. Riuscite a consultarvi affrontando temi complessi e arrivando a risolvere assieme problemi difficili? Riguardo l’educazione dei figli quali sono i valori in cui credete? Siete capaci di collaborare pacificamente nella preparazione di un pranzo e servirlo ai vostri genitori?

Quando due partner diventano amici e sviluppano fiducia, amore e impegno reciproco, quando imparano a unire le loro vite in matrimonio con successo allora, e solo allora, diventano anime gemelle. Quando ci si lega in matrimonio ci si impegna in un processo, che dura tutta la vita, di cura quotidiana per questo legame tra due anime che, grazie all’impegno reciproco, sono divenute gemelle.

Se questo articolo vi è piaciuto potete ricevere tempestivamente informazioni sui prossimi con i seguenti link: la nostra Newsletter, like sulla nostra pagina Facebook, follow su Twitter.

Se ritenete che queste considerazioni possano essere un contributo utile alla riflessione di altre persone condividete l’articolo sui social network usando i pulsanti che trovate qui in fondo.

Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

Print Friendly, PDF & Email
2016-12-16T05:30:22+00:00 16 dicembre 2016|Categorie: Società|Tags: , |

2 Comments

  1. Gloria venerdì 16 dicembre 2016 al 13:54

    Grazie Julio .Penso che hai avuto un’idea straordinaria.

  2. Gloria venerdì 16 dicembre 2016 al 13:57

    La vita relazionale sana è alla base di un’esistenza sana.Le dipendente non sono sane .Riconoscerle non è sempre facile. Ma il contenuto di questo lavoro che stai proponendo dà grandi spunti di riflessione. Ho iniziato il mio percorso di ricerca sulla fede da un libro scritto da te.

Scrivi un commento

Ricevi aggiornamenti per email

Scrivici

Archivi