Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

La grande differenza tra lavoro e occupazione

Chissà che la prossima volta che mi capiterà di presentarmi non risponda che sono una persona che lavora per essere più paziente, più distaccata, più generosa e con più entusiasmo per le attività quotidiane.

di Jaellayna Palmer
Originale in inglese su bahaiteachings.org

La grande differenza tra lavoro e occupazione

Fotofrafia di Lewis Hine, 1920, Power house mechanic working on steam pump.

Di solito come vi presentate?

Dopo aver detto il vostro nome dite che siete un insegnante, un artista, uno studente o un falegname? Lo chiedo perché alcuni giorni fa ho partecipato ad un evento dove, in una zona molto affollata, tante persone socializzavano fra di loro e quasi tutte si presentavano indicando la loro occupazione, come se quello che facevano corrispondesse a quello che erano. In questo modo chi non ha un’occupazione formale dovrebbe presentarsi, ad esempio, come casalinga, disoccupato o pensionato.

Questo mi ha indotto a riflettere sulla differenza tra chi sono e cosa faccio. Una preghiera del Bab contiene questo versetto:

O Signore! In viaggio o in casa, nelle occupazioni o nel lavoro, ripongo ogni fiducia in Te. (da Preghiere bahá’í)

Dunque mi sono chiesta che differenza ci sia tra occupazione e lavoro. Nel contesto di una preghiera come questa penso che occupazione sia quello che facciamo per soldi e lavoro quello che facciamo per noi stessi e per gli altri. Se l’occupazione è un mezzo per vivere il lavoro riguarda invece la vita stessa. L’occupazione ha un inizio e una fine mentre il lavoro che riguarda la nostra vita è un’attività continua. Siccome in tante occasioni la nostra occupazione ci pone delle sfide personali allora può anche essere un posto dove portiamo avanti anche questo tipo di lavoro.

Da un punto di vista bahá’í il mio lavoro più importante, come persona – sviluppare il mio carattere, scoprire lo scopo della vita, contribuire alla società – è diverso dalla mia occupazione perché spazia nel vasto ambito della fede, degli interessi personali e degli hobby. Prendo il caso di mio marito John. La sua occupazione è in ambito tecnico e presta attenzione ai dettagli anche nelle sue attività a casa. Ad esempio nelle scorse settimane ha completato alcune manutenzioni nel fare le quali si è impegnato per l’eccellenza, una nobile meta.

Faccio questo esempio, preso dalla mia vita di tutti i giorni, per ricordare che possiamo lavorare per sviluppare le nostre qualità personali anche nelle piccole cose e non solo in quelle importanti. In casi come questi, ad esempio, John si impegna al meglio per svolgere i propri lavori con maestria e anche questo contribuisce a rendere questo mondo migliore. Nelle parole di ‘Abdu’l-Bahá:

…le arti, le scienze e tutti i mestieri sono (considerati) atti di culto. L’uomo che fabbrica un pezzo di carta da scrivere, mettendo nel suo lavoro il meglio della sua abilità, eseguendolo coscienziosamente, concentrando tutte le forze per perfezionarlo, rende lode a Dio. In breve, ogni sforzo e ogni attività che vengono dal profondo del cuore dell’uomo devono considerarsi culto, se sono ispirati da elevate ragioni e dalla volontà di servire l’umanità. (‘Abdu’l-BaháSaggezza 195)

Le nostre occupazioni possono essere facili o difficili, noiose o impegnative. Al contrario il tipo di lavoro di cui stiamo parlando ci mette quasi sempre alla prova. Questo non significa che sia spiacevole ma solo che ci richiede impegno:

La vita è una lotta continua, non solo contro le forze che ci circondano, ma soprattutto contro il nostro “ego”. Non possiamo mai permetterci di dormire sugli allori, perché, se lo facessimo, ci vedremmo presto riportati a valle dalla corrente. (A nome di Shoghi Effendi, a un credente, 8 gennaio 1949, in Lights of Guidance n. 138, traduzione provvisoria)

Shoghi Effendi, il Custode della Fede bahá’í, le cui parole sulla situazione del mondo nel XX secolo sono ancora oggi attuali, ci assicura che anche le piccole azioni individuali contribuiscono al progresso dell’umanità:

…nessuno sforzo ideale sarà mai inutile, nessuna consacrazione al progresso del mondo sarà mai sprecata. Queste gocce, questi rivoli di servizio zelante confluiscono inevitabilmente in grandi fiumi di progresso verso l’oceano della perfezione. (Shoghi Effendi da The Bahá’í World, Volume 11, p. 685, traduzione personale)

Riflettendo sul mio lavoro di essere spirituale che vive in un mondo pratico, mi rendo sempre più conto dell’importanza di perseguire la crescita personale e di accettare le sfide che questo comporta. Chissà che la prossima volta che mi capiterà di presentarmi non risponda che sono una persona che lavora per essere più paziente, più distaccata, più generosa e con più entusiasmo per le attività quotidiane. Dopo tutto, queste qualità interiori ci caratterizzeranno a lungo anche dopo che avremo lasciato la nostra occupazione.

In fin dei conti è questo il nostro vero lavoro, non prevede una data di pensionamento ma crea benefici eterni che neppure il fisco può intaccare.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2016-10-30T02:09:42+00:00 venerdì 14 ottobre 2016|Categories: Spiritualità|Tags: , , , |0 Commenti

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