Aprire le porte agli esseri umani per chiuderle al terrorismo

Oggi, invece, si levano sempre più spesso le urla di chi, con retorica, diffonde il panico e usa la paura della diversità per costruire invisibili mura di rifiuto attorno alle persone che hanno un aspetto diverso.

di Judy Cobb
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Muro di confine tra Ungheria e Serbia

Auto della polizia al confine tra Ungheria e Serbia – Foto di Bőr Benedek (CC BY 2.0)

Qualche mese fa vidi, in un reportage televisivo, l’incontro tra il reclutatore di un gruppo terrorista e tre giovani mediorientali delle banlieue parigine. I giovani ascoltavano con attenzione mentre il reclutatore spiegava loro le ragioni per le quali avrebbero dovuto unirsi alla sua causa. Ne seguì una discussione ma nessuno dei tre parlò degli argomenti usati dal reclutatore o dell’eventualità di ammazzare degli esseri umani o di quale fosse scopo che si prefiggevano. Le dichiarazioni rabbiose dei giovani si potevano sintetizzare in poche parole: “Perché non unirci a questo gruppo terrorista? Tanto qui non ci accetteranno mai.”

Questo atteggiamento mi impressionò. Mi chiesi se veramente il segreto del fascino esercitato da questi gruppi, il loro richiamo emotivo nei confronti di questi giovani, fosse così semplice come la promessa che sarebbero stati accettati per quello che erano, contrapposta all’emarginazione quotidiana che essi avevano provato fino a quel momento. Prima che riuscissi darmi una risposta questa arrivò da sola e i pezzi del puzzle finirono per formare un quadro coerente. Ecco cosa successe:

Mentre, da turista, stavo visitando una grande città, mi resi conto di essermi persa e di aver bisogno di indicazioni. Due uomini stavano camminando di fretta, mi rivolsi a uno di loro ma questo mi evitò con un cenno brusco della mano e una smorfia di disgusto. Non sono solita a questo tipo di reazioni e quindi rimasi perplessa. Un momento dopo il secondo uomo mi rivolse la parola e si affrettò a scusarsi. Mi disse che da quelle parti venivano continuamente importunati da straccioni che chiedevano l’elemosina. Sebbene avessi apprezzato le scuse e le indicazioni che quell’uomo mi diede, mi venne spontaneo chiedermi come ci si doveva sentire ad essere veramente un mendicante e a ricevere continuamente quel tipo di rifiuti sgarbati. Un attimo dopo mi tornò in mente il video del reclutamento terrorista.

Dove sta il nesso? Per me lo spiacevole incontro era durato solo pochi attimi ma come avrebbero potuto sentirsi i giovani del video che quel rifiuto sprezzante lo sperimentavano in continuazione, tutti i giorni della loro vita?

I bahá’í credono che la meravigliosa diversità del genere umano sia una ricchezza ma credono anche che quello stesso genere umano sia caratterizzato da una sostanziale unità spirituale e biologica. Proprio come il nostro corpo è formato da cellule diverse che, lavorando in armonia, gli consentono di prosperare, nello stesso modo l’umanità è formata da esseri umani diversi e solo se questi sapranno lavorare in armonia l’umanità potrà prosperare. Oggi, invece, si levano sempre più spesso le urla di chi, con retorica, diffonde il panico e usa la paura della diversità per costruire invisibili mura di rifiuto attorno alle persone che hanno un aspetto diverso. Sempre più spesso, purtroppo, questi muri invisibili si concretizzano in cemento e filo spinato.

Alcuni vantaggi, in effetti, questi muri senza uscita li procurano, ma non certo non per coloro che ne sono rinchiusi o tenuti fuori, e nemmeno per la gente comune, che ne subisce gli effetti negativi. Coloro che ci guadagnano sono politici bramosi di potere che cercano il favore dei timorosi, facendo leva sui loro peggiori istinti. Anche le organizzazioni terroristiche ci guadagnano e usano questi muri per irretire i disperati e gli emarginati e trascinarli nel loro gioco di morte.

Come siamo finiti su questa strada? ‘Abdu’l-Bahá ha spiegato:

Oggi il mondo dell’umanità cammina nel buio, perché non è in contatto con il mondo di Dio. Ecco perché non vediamo i segni di Dio nei cuori umani. La forza dello Spirito Santo non ha nessuna influenza. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 305, traduzione personale)

Di cosa abbiamo bisogno per cambiare il corso degli eventi?

Ogni creatura umana è un servo di Dio. Tutti sono stati creati e allevati dal potere e dal favore di Dio, tutti hanno ricevuto la benedizione delle munificenze dello stesso Sole della verità divina, tutti si sono dissetati alla fonte dell’infinita misericordia di Dio e ai Suoi occhi e nel Suo amore tutti sono uguali in quanto servi. Egli è benefico e gentile con tutti. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 63, traduzione personale)

Quale comportamento dobbiamo tenere?

Dovete manifestare totale amore e affetto verso tutta l’umanità. Non glorificate voi stessi più degli altri, ma considerate tutti vostri pari, riconoscendoli come servitori dell’unico Dio. Sappiate che Dio è compassionevole verso tutti, perciò amate tutti dal profondo del cuore, preferite i seguaci di tutte le religioni a voi stessi, siate pieni di amore verso ogni razza e siate gentili verso le persone di tutte le nazionalità. Non parlate mai sprezzantemente degli altri, ma lodate tutti senza distinzioni. Non contaminate la vostra lingua parlando male degli altri… Rivolgete ogni vostro pensiero a come arrecare gioia ai cuori. Attenti, attenti a non offendere nessun cuore. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 453, traduzione personale)

Naturalmente non tutti i membri delle organizzazioni terroristiche sono diventati tali a causa del loro stato di profonda alienazione però sappiamo che quando chiudiamo la porta agli stranieri, alle persone diverse o a quelle fragili, l’apriamo ai manipolatori che perseguono soluzioni violente per i loro scopi personali.

Con l’amore ognuno di noi può aprire una porta e liberare i prigionieri del rifiuto. Può mostrare loro un via di uscita e rendere così possibile un epilogo diverso per quel video. I giovani potrebbero rispondere che non sono interessati perché dove vivono provano un sentimento di stima e appartenenza. Questa potrebbe essere una soluzione semplice ed efficace e tutto ciò di cui abbiamo bisogno per metterla in pratica è appellarci ad un potere che nessuna forza terrestre potrà mai sconfiggere:

Ma per superare i pregiudizi umani occorre un potere superiore, un potere al quale nulla nel mondo dell’umanità possa resistere e che sopraffaccia l’effetto di tutte le altre forze in atto nelle condizioni umane. Quel potere irresistibile è l’amore di Dio. Spero e prego che esso distrugga il pregiudizio di questo unico punto di distinzione fra voi e vi unisca per sempre sotto la sua santa protezione. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 68, traduzione personale)

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O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2017-03-07T06:18:04+00:00 28 ottobre 2016|Categorie: Attualità|Tags: , , , , , |

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