Individualismo: benedizione o maledizione?

L’individuo si realizza non nella semplice soddisfazione dei propri bisogni ma nel servizio agli altri esseri umani.

di Zarrín Caldwell
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Individualismo: benedizione o maledizione?

The Individual? – Foto di Petri Damstén (CC BY-NC-SA 2.0)

Benché abbia avuto la fortuna di viaggiare e vivere in oltre 35 nazioni ho passato la maggior parte della mia vita negli Stati Uniti. Di base mi ritengo una cittadina del mondo ma ho un passaporto statunitense e porto con me molto del bagaglio culturale che questo implica. Cosa intendo dire? Che sono molto indipendente, mi piace fare le cose a modo mio e l’etica dell’individualismo ha fortemente condizionato la mia vita, come quella di molti altri miei connazionali.

Questo pensiero ha degli innegabili vantaggi. Ad esempio sprona le persone ad essere più intraprendenti o a lottare contro le ingiustizie. Gli scritti bahá’í elogiano il ruolo dell’individuo e, proprio in quanto individui, incoraggiano tutti a perseguire una libera e indipendente ricerca della verità. Come spiegato da ‘Abdu’l-Bahá:

Perciò l’uomo deve sforzarsi in tutte le cose di esplorare la realtà fondamentale. Se non cerca indipendentemente, non utilizza il talento che Dio gli ha donato. Sono soddisfatto degli americani perché, di norma, sono ricercatori indipendenti della verità e le loro menti sono attivamente impiegate invece di rimanere indolenti e improduttive. Questo è molto lodevole. (‘Abdu’l-BaháThe Promulgation of Universal Peace, p. 313, traduzione personale)

Ma un attaccamento eccessivo a questa filosofia ha i suoi lati negativi. Ad esempio può minare il senso di comunità con tutte le relative conseguenze psicologiche che questo comporta, come solitudine, anomia e separazione. Si tratta di un fenomeno che si manifesta prevalentemente nel mondo occidentale. Queste considerazioni mi riportano sempre alla mente un libro, pubblicato alla metà degli anni ’90 e intitolato Bowling Alone, nel quale l’autore Robert Putnam, sulla base di approfondite ricerche sociologiche, sostiene che negli Stati Uniti la società civile si stia sfaldando a causa della sempre più profonda disconnessione tra gli individui e le loro famiglie, i vicinati e le comunità. Da allora la coesione sociale pare essersi ancor più logorata nonostante, o forse proprio a causa, della nascita delle comunità virtuali, che stanno prendendo il posto di quelle fisiche.

L’individualismo, con la sua particolare visione del mondo, ha condizionato anche il mondo degli affari. In un altro volume, più recente, intitolato Beyond Individualism: The Challenge of Inclusive Communities, l’autore, George Rupp, descrive l’individualismo come una potente forza che condiziona la cultura occidentale e la sua politica estera, ma riconosce che essa provoca anche una forte resistenza in molte altre tradizioni culturali e religiose. Rupp sostiene che il liberismo occidentale può divenire un individualismo corrosivo che pregiudica il ruolo essenziale della comunità.

Nonostante io sia cresciuta nel contesto culturale statunitense, questa è una tesi che posso comprendere. Quando i giovani sono attirati da gruppi come l’ISIS, non penso che sia la violenza terrificante ad attrarre molti di loro. Al contrario essi, spesso, si ribellano contro l’individualismo e il materialismo sfrenati che vengono mostrati dalle società occidentali, fenomeni che suscitano opposizione anche in molte persone comuni. Alcune recenti dichiarazioni delle istituzioni bahá’í sono piuttosto esplicite a riguardo di alcune delle conseguenze nocive dell’individualismo estremo:

In assenza della fede nella natura spirituale della realtà e nella realizzazione che solo questa convinzione può dare, non è una sorpresa scoprire nel cuore dell’attuale crisi della civiltà un culto dell’individualismo che sempre meno accetta freni e che innalza l’acquisizione e il progresso personale al livello dei grandi valori della cultura. La conseguente parcellizzazione della società ha segnato un nuovo stadio del processo di disintegrazione… (Casa Universale di Giustizia, Il secolo di luce 90)

L’individualismo ha un ruolo così centrale nella cultura nordamericana che per molti è difficile metterlo in discussione. Per alcuni di noi esso costituisce buona parte della nostra identità. Tuttavia, mentre il mondo lotta per trovare un equilibrio, forse noi occidentali potremmo assumere un atteggiamento di più umile considerazione per quelle visioni del mondo che, di fatto, non pongono l’individuo al centro di tutto.

In conclusione la Fede bahá’í sostiene che la virtù sta nel mezzo e che ci vuole moderazione in tutte le cose. Il ruolo dell’individuo viene elogiato e incoraggiato ma i diritti dell’individuo sono considerati nel contesto delle responsabilità che esso ha verso la propria famiglia e verso tutta la società. Ad un livello più personale l’individuo si realizza non nella semplice soddisfazione dei propri bisogni ma nel servizio agli altri esseri umani.

Questa visione più ampia è, effettivamente, a volte difficile da raggiungere quando si è bombardati quotidianamente da messaggi che esaltano la gratificazione personale ma, secondo il pensiero di ‘Abdu’l-Bahá:

E qui stanno l’onore e la distinzione dell’uomo: che fra tutte le moltitudini del mondo egli divenga fonte di benessere sociale. Si può immaginare dono più grande di questo, che un uomo, guardando dentro di sé, scopra d’essere divenuto, per la grazia confermatrice di Dio, causa di pace e di benessere, di felicità e di vantaggio per il suo prossimo? No, in nome dell’unico vero Dio, non v’è gioia più grande, né più completa delizia. (‘Abdu’l-BaháIl segreto della civiltà divina 4)

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2017-08-05T04:21:52+00:00 9 settembre 2016|Categorie: Società|Tags: , , |

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