Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano. - Bahá’u’lláh

Educare le ragazze più povere delle zone rurali dell’India centrale

L’Istituto Barli trasforma ragazze in condizione di ignoranza in agricoltori e piccole imprenditrici.

di Holiday Reinhorn
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Immagine tratta da www.monafoundation.org

Immagine tratta da www.monafoundation.org

…perché le ragazze di quest’era gloriosa hanno il dovere di conoscere bene i vari rami del sapere, le scienze e le arti e tutte le meraviglie di quest’epoca eccellente, affinché possano educare i figli e allevarli sin dai primi giorni nelle vie della perfezione. (‘Abdu’l-Bahá, citato in Educazione bahá’í, p. 59, n. 82)

Il nostro aereo atterra nel buio più totale. Siamo sull’ultimo volo in partenza da Delhi con arrivo previsto a mezzanotte all’aeroporto del Madhya Pradesh, il più grande stato dell’India centrale. Siamo in cinque, tre donne e due bambini, tutti di Los Angeles; tutti, con le occhiaie e la vista annebbiata, trasciniamo valigie piene di computer e Benadryl, barrette energetiche, carta igienica, un farmacia intera di medicinali e troppi cambi di vestiti.

Siamo qui in rappresentanza della Mona Foundation: un’organizzazione umanitaria alla ricerca di iniziative educative di successo, attive in ambito rurale e rivolte a donne e ragazze delle regioni più povere del mondo. Mona Foundation offre a queste iniziative il supporto necessario per avere successo nel lungo termine.

Questa visita ci ha aperto una prospettiva sulle attività quotidiane che si svolgono nell’Istituto per lo Sviluppo Barli, un istituto di ispirazione bahá’í, situato nella città di Indore, che si rivolge alle donne delle aree rurali e, nel corso di un solo anno chiave, trasforma le sue studentesse da ragazze in condizione di ignoranza, senza altra prospettiva che una vita di povertà e degradazione, in agricoltori e piccole imprenditrici.

Il termine Barli, un nome femminile piuttosto comune tra le tribù Bhilala della regione, si riferisce anche al pilastro centrale che supporta il tetto delle case tradizionali del luogo, sottolineando la convinzione che le donne, nonostante le ingiustizie sociali che patiscono nella vita di tutti i giorni, rimangono la colonna portante della società. L’istituto Barli conduce programmi di formazioni residenziali per le donne dei villaggi rurali, a cui viene negato l’accesso all’istruzione o che sono costrette a lasciare la scuola:

Queste donne sono veramente dei pilastri. Stanno portando l’alfabetizzazione nel cuore dell’India (Dr.ssa Janak Palta, Fondatrice del Barli Development Institute for Rural Women)

I miei compagni di viaggio sono Sima Mobini, da lungo tempo membro del consiglio di amministrazione della Mona Foundation, La dottoressa Karin Harp, dermatologa, suo figlio Quin, di nove anni, mio figlio Walter, di otto anni ed io, scrittrice e insegnante di scrittura creativa, a cui è stato chiesto di raccontare questo viaggio.

Essendo noi l’unico gruppo di tre donne a viaggiare senza una scorta maschile, su questo volo affollato, abbiamo suscitato molta curiosità negli altri passeggeri, e non solo perché eravamo tutte donne e tutte straniere. Senza tacchi, Karin è alta più di due metri ed io sono alta quasi altrettanto, in più ho un braccio tatuato e, sulla fronte, alcune ciocche dei miei capelli sono tinte di un rosso brillante. Noi due sovrastavamo letteralmente tutti gli altri facendo la figura, sono sicura, di fenomeni da baraccone appena fuggite da un circo.

Almeno questo è quello che sembravano pensare le guardie armate all’interno dell’aeroporto del Madhya Pradesh. Chiaramente messe in agitazione da tutto quello che pensavano noi rappresentassimo, hanno ghermito le nostre valigie dal nastro trasportatore per la consegna dei bagagli e ci hanno spinto sul marciapiede il più velocemente possibile, prestando attenzione ad ogni nostro singolo movimento con grande apprensione.

Sima, parlando in Hindi, li ha invitati a non preoccuparsi, rassicurandoli che ce ne stavamo andando via subito ma loro continuavano a guardarci dall’interno delle porte scorrevoli con espressioni di orrore, preoccupati che potessimo cambiare idea e decidere di rientrare.

Fortunatamente questo non sarebbe stato necessario in quanto, oltre al caldo soffocante e agli enormi sciami di zanzare, ad accoglierci c’era anche Tahera Jadhav, l’attuale direttrice dell’Istituto Barli, assieme alla sua famiglia. Tahera è incredibilmente bella, con una lunga treccia nera e finissimi braccialetti alle caviglie che tintinnano dolcemente ogni volta che si muove. Suo marito, Yogesh, che indossava una camicia perfettamente stirata e la cravatta, era al suo fianco mentre, sbirciando da dietro la gonna del suo fluente sari verde, c’era Jadhu, il figlio di tre anni.

Tahera ci ha dato il benvenuto con un mazzo di fiori tropicali gigante ed esprimendo felicità ed entusiasmo per il nostro arrivo.

L’abbiamo ringraziata di cuore, grate e sollevate allo stesso tempo, tanto che, mentre lei prendeva ognuna delle nostre mani nelle sue e le stringeva delicatamente, i miei occhi si riempivano di lacrime. Visitare l’india era, per me, il sogno di una vita, ma essere testimone oculare del lavoro dell’Istituto Barli, incontrare il suo staff e le sue studentesse di persona, è stato un privilegio che non avrei mai immaginato.

Fondato dalla dottoressa Janak Palta nel 1986, l’Istituto Barli, ispirato agli insegnamenti bahá’í, ha elevato il livello di vita di migliaia di donne delle aree rurali dell’India centrale, donne che subiscono quotidianamente i peggiori abusi dei diritti umani e che costituiscono la maggioranza dei poveri del paese.

Lo stessa dottoressa Palta ha scritto che ciò che è più difficile da capire per chi vive fuori dall’India è che non esiste un singolo archetipo di donna indiana perché ci sono troppe differenze, differenze di contesto sociale, di classe, di casta e di area geografica. In India, in tutti i campi della vita pubblica, ci sono tantissimi esempi di donne indipendenti e famose ma che non rappresentano le condizioni reali della maggioranza del paese. L’immagine delle donne indiane nel mondo raramente si riferisce alle donne che avrei incontrato nei due giorni successivi.

Sin dalla sua fondazione l’istituto Barli ha continuato a crescere, a volte velocemente altre lentamente, partendo da un corso di tre giorni per confezionare candele profumate all’incenso, in una bancarella di legno nel centro della città, fino a diventare uno dei più apprezzati e innovativi programmi educativi del paese, al servizio di un grande numero di studentesse e diplomate, provenienti da tutto il subcontinente, dal Tamil Nadu fino al Bhutan.

Il racconto di Holiday Reinhorn continua nel prossimo post:
Ascoltando le preghiere degli usignoli in India

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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2016-10-30T02:09:49+00:00 venerdì 29 aprile 2016|Categories: Solidarietà|Tags: , , , , , , , |0 Commenti

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