Conciliare preghiera e meditazione con una vita frenetica

Meditazione e preghiera, praticate con regolarità, hanno sull’anima la stessa influenza benefica che l’esercizio fisico ha sul corpo.

di David Langness
Originale in inglese su bahaiteachings.org

Conciliare preghiera e meditazione con una vita frenetica
Un’amica, interessata alla preghiera, mi fece due domande. Voleva sapere perché i bahá’í pregano e specialmente come, in quanto voleva provare anche lei.

Come agnostica non sapeva in cosa credere ma di tanto in tanto percepiva una realtà mistica e trascendente, specialmente quando si immergeva nella bellezza della natura. Sebbene non sapesse nulla di un essere superiore si sentiva sempre più attratta da quell’esperienza mistica e desiderava trovare il modo di farne un’esperienza permanente e continua nella sua vita. Avrebbe voluto sinceramente prolungare quel sentimento perché in quei momenti provava un senso di pace, si sentiva felice.

Le spiegai come gli insegnamenti bahá’í contenessero una chiara raccomandazione: la pratica regolare della preghiera e della meditazione per il graduale risveglio dell’anima e il suo nutrimento. La natura quotidiana, sistematica di questa pratica spirituale ha lo stesso effetto sull’anima che l’esercizio fisico ha sul corpo. Esercitarsi in palestra, una camminata impegnativa o sollevare pesi non sono attività molto efficaci se praticate saltuariamente ma se integrate in un programma regolare esse possono avere una sostanziale influenza benefica sul nostro stato di salute. Allo stesso modo impegnarsi a praticare con regolarità meditazione e preghiera avrebbe potuto consentire alla mia amica di prolungare quell’esperienza mistica che ora provava solo saltuariamente.

Prego Dio che ogni giorno possiate progredire nello spirito, che l’amore di Dio si manifesti in voi sempre di più, che i sentimenti dei vostri cuori siano purificati e che i vostri occhi siano rivolti verso di Lui. (‘Abdu’l-Bahá, La Saggezza 88)

Prego per voi che i vostri cuori siano illuminati dalla luce dell’amore di Dio, che le vostre menti si sviluppino giorno dopo giorno, che i vostri spiriti ardano del fuoco e dell’illuminazione della Sua buona novella, finché queste divine fondamenta non siano costruite in tutto il mondo umano. (‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 66 – traduzione personale)

Secondo gli insegnamenti bahá’í raggiungere un prolungato stato di coscienza di questo tipo genera un legame tra l’uomo e il suo Creatore:

La saggezza della preghiera obbligatoria è questa: crea una connessione fra il servo e l’Unico vero, perché in quel momento si rivolge il viso verso l’Onnipotente con tutto il cuore e con tutta l’anima, cercando la Sua presenza e desiderando il Suo amore e la Sua compagnia. Per l’amante non v’è piacere più intenso della conversazione con l’amato e per il ricercatore non v’è grazia più grande dell’intimità con l’oggetto della sua brama. Supremo desiderio di ogni anima attratta verso il Regno di Dio è di trovare il tempo per rivolgersi con perfetta devozione verso l’Amato, sì da cercare la Sua grazia e la Sua benedizione e immergersi nell’oceano della comunione, dell’implorazione e della supplica. Inoltre la preghiera obbligatoria e il digiuno producono consapevolezza e risveglio e sono apportatori di protezione e salvaguardia dalle prove. (L’importanza della preghiera obbligatoria e del digiuno 14)

Così la mia amica decise di provare. Mi chiese come pregare e io le diedi un consiglio che per me aveva funzionato: fissare una parte specifica delle giornata per la riflessione, la meditazione e la preghiera. Lei mi rispose di essere troppo impegnata e dubitava che questo avrebbe potuto funzionare per lei. Le suggerii di partire con dieci minuti al giorno. Gli scritti bahá’í dicono che la preghiera non deve mai essere troppo lunga, opprimente o gravosa, essa deve, al contrario, alleviare e illuminare l’anima:

La condizione suprema e più esaltante è quella della preghiera. Preghiera vuole dire comunione con Dio. …la sua efficacia dipende dalla libertà del cuore dalle suggestioni esterne e dai pensieri terreni. Il credente deve pregare con spirito distaccato, rinunciando incondizionatamente alla propria volontà, concentrando l’attenzione e con passione spirituale magnetica. Il suo essere più intimo deve essere scosso dalle brezze eteree della santità. Se lo specchio della sua vita è purificato dalle scorie di tutti i desideri allora le visioni paradisiache e le immagini stellari del regno di Dio si rifletteranno completamente in esso. Allora gli verrà dato il potere di tradurre queste forme celestiali nella sua vita quotidiana e nelle vite di molte migliaia. (‘Abdu’l-Bahá, Star of the West, Volume 5, p. 433 – traduzione personale)

La mia amica non sembrava sicura della propria capacità di purificare lo specchio della sua vita con una pratica spirituale disciplinata di preghiera e meditazione ma disse che ci voleva provare. Mi chiese di consigliarle una preghiera con la quale iniziare, così, dal libro di preghiere che le avevo regalato, le mostrai questa:

O Dio, mio Dio! Aiuta i Tuoi fidi servitori ad avere cuori amorevoli e teneri. Aiutali a divulgare, fra tutte le nazioni della terra la luce di guida che viene dalle superne Schiere. In verità, Tu sei il Forte, il Potente, il Possente, Colui Che tutto soggioga, l’Eterno Donatore. In verità, Tu sei il Generoso, il Gentile, l’Amoroso, il Più Munifico. (‘Abdu’l-Bahá, Antologia 30)

La lesse due volte e poi, meravigliata, mi disse di non aver mai letto una preghiera come quella e mi chiese se tutte le preghiere bahá’í fossero così belle e poetiche. “Certo”, le risposi, “se glielo permetti esse possono avere un’enorme influenza spirituale sul tuo cuore e la tua anima.”

Due mesi più tardi la mia amica mi chiamò per scusarsi. Ero sorpreso. Si scusava per aver pensato di non riuscire a trovare dieci minuti nella sua giornata per la preghiera e la meditazione. Ridendo mi disse che ora che aveva iniziato da circa due mesi questa pratica era diventata una parte indispensabile della sua vita. Utilissima, non pensava di poterne più fare a meno.

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Pregare in nome dell’amore

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi. (Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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di | 2016-10-30T02:09:51+00:00 22 marzo 2016|Categorie: Spiritualità|Tags: , , |

Un commento

  1. MASSIMO venerdì 25 marzo 2016 al 09:38

    Grazie carissimo
    Questo post lo prenderò come guida , soprattutto in Questo periodo di disordine totale.

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