Come ripensare e incentivare lo sviluppo sociale nel mondo contemporaneo?

Apprendimento e motivazione sono fattori chiave per mettere tutti gli esseri umani in condizione di essere protagonisti del proprio sviluppo.

di Adriano Savi

Come ripensare e incentivare lo sviluppo sociale nel mondo contemporaneo?

Lubumbashi, Democratic Republic of the Congo

Terrorismo, immigrazione, governi inaffidabili che si dotano di armi nucleari, paesi in via di sviluppo che si rifiutano di partecipare allo sforzo collettivo per combattere il cambiamento climatico. Questi ed altri gravi problemi del mondo contemporaneo hanno creato dibattiti anche molto accessi ma su un punto pare tutti concordino. Tutti questi problemi non potranno trovare soluzione se le nazioni povere del mondo non riusciranno a dotarsi di governi maturi, a progredire socialmente e a sviluppare sistemi economici prosperi e attenti all’ambiente. Ecco quindi l’importanza di realizzare efficaci progetti di sviluppo sociale.

La sistemazione delle condizioni dei popoli dev’esser tale che la povertà dovrà scomparire, che ognuno in accordo col suo rango e la sua posizione, dovrà quanto più è possibile, condividere il suo agio ed il suo benessere con gli altri. (‘Abdu’l-Bahá, Saggezza 187)

L’ONU, pur con mille difficoltà, sta da tempo lavorando per questo scopo. Nel 2000 lanciò il progetto dal nome Obiettivi di Sviluppo del Millennio, un progetto di 15 anni il cui scopo fondamentale era la riduzione del 50% del numero delle persone al di sotto della soglia di povertà. A settembre dello scorso anno invece è partito un nuovo progetto di 15 anni denominato Agenda per lo Sviluppo Sostenibile, un ambizioso progetto articolato in 17 punti che comprendono mete sociali, economiche e ambientali.

Nell’ambito di questo secondo progetto, dal 3 al 12 febbraio prossimi, si riunirà la 54ma Commissione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sociale. Il tema di questo incontro è: Ripensare e incentivare lo sviluppo sociale nel mondo contemporaneo.

Per questo evento la Bahá’í International Community ha voluto offrire il proprio contributo di idee con un documento dal titolo Apprendimento collettivo, volontà collettiva: rafforzare le fondamenta dello sviluppo sociale. In questo articolo intendo presentare i concetti principali sui quali si articola questo documento.

Nonostante sfide e passi falsi l’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile ha mostrato come oggi l’umanità nel suo complesso sia in grado di esprimere una visione collettiva del mondo che desidera ad un livello impensabile nel passato. Oggi dunque il compito principale per la comunità internazionale è quello di mettere in grado un sempre più ampio numero di individui, comunità e istituzioni di partecipare alla realizzazione di questa visione. Secondo la Bahá’í International Community questo è il punto chiave del tema che la Commissione per lo Sviluppo Sociale delle Nazioni Unite affronterà nei prossimi giorni.

Da questa prospettiva due sono i temi che meritano particolare approfondimento: apprendimento e sviluppo di competenze da un lato e volontà e motivazione dall’altro.

Che l’apprendimento sia uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo sociale è un’opinione condivisa quasi unanimemente, tuttavia dobbiamo renderci conto che il processo stesso di sviluppo è, nella sua stessa sostanza, un processo di apprendimento e questo impone di riconsiderare i metodi di sviluppo fino ad ora adottati.

Il sapere è come un’ala per la vita dell’uomo e una scala per la sua ascesa. Acquisirlo è un obbligo per tutti. (Bahá’u’lláhTavole 47)

In quest’ottica coinvolgere una comunità in un progetto di sviluppo non deve essere visto solamente come uno sforzo per ottenere risultati specifici ma anche come un processo di apprendimento nel quale la comunità impara a valutare i propri bisogni e a mobilitare le risorse necessarie.

Questo processo ci appare tanto più critico se consideriamo che la conoscenza acquisita non può mai essere considerata “completa”. Dunque il processo di sviluppo, in quanto processo di apprendimento, è un processo continuo le cui mete vanno costantemente riesaminate e riformulate sulla base di nuove conoscenze e i piani per conseguirle crescono coerentemente con le nuove mete, i successi ottenuti, gli ostacoli rimossi, le mutate risorse e l’esperienza acquisita. In una prospettiva di apprendimento continuo si evitano cambiamenti casuali e si mantiene continuità nell’azione.

Viviamo in un mondo in rapido cambiamento. Solo grazie all’apprendimento continuo le mete di sviluppo sociale, e i piani per raggiungerle, possono essere mantenute al passo con i tempi.

Questo metodo di lavoro richiede un coinvolgimento, sempre più capillare, di tutti gli individui nel processo di sviluppo. Esso si basa sull’applicazione delle conoscenze esistenti ma comporta anche lo sviluppo di nuove conoscenze attraverso l’esperienza e la sistematizzazione di quanto appreso in corso d’opera. La nuova conoscenza prodotta non si limita a ricerche accademiche e studi formali ma include anche l’acquisizione di esperienze e l’intuizione personale di chi opera sul campo.

Tuttavia, per quanto essenziale, l’apprendimento sul campo rimarrà limitato se non è integrato in un processo globale finalizzato alla prosperità dell’umanità nel suo complesso. In questo senso gli organismi delle Nazioni Unite, come la Commissione per lo Sviluppo Sociale, dovrebbero considerarsi agenti di apprendimento dedicati alla sistematizzazione della vasta esperienza acquisita da un numero sempre più ampio di collaboratori impegnati nei singoli progetti di sviluppo.  In questo modo le attività internazionali e quelle locali si integrano in un processo organico che va oltre i soliti modi di ragionare dal basso o dall’alto, tradizionalmente visti in opposizione.

Il processo di apprendimento non riguarda solo i singoli ma anche le comunità che, lungo questo percorso, trovano un terreno comune talvolta anche al di la di differenze sociali molto problematiche. Nel processo di apprendimento, di fronte a spaccature sociali dolorose e, spesso, paralizzanti, alcune azioni sono particolarmente adeguate a perseguire lo sviluppo:

  • Creare consenso attorno a valori comuni.
  • Creare una visione condivisa del futuro e perseguirla attraverso azioni scaturite da una volontà comune.
  • Valorizzare le differenze di opinione e le differenze culturali.
  • Promuovere la responsabilità collettiva dei metodi e delle direzioni dello sviluppo della comunità.

La dove queste azioni iniziano a prendere piede esse indicano che il processo di sviluppo sociale è solido e affidabile.

Il benessere, la pace e la sicurezza dell’umanità saranno irraggiungibili, a meno che e finché la sua unità non sia saldamente stabilita. (Bahá’u’lláhSpigolature 296)

Affrontando il tema della volontà e motivazione la Bahá’í International Community ci ricorda che:

lo sviluppo è un processo che deve beneficiare tutti e che deve trarre beneficio dai talenti di tutti. (BICApprendimento collettivo, volontà collettiva: rafforzare le fondamenta dello sviluppo sociale)

L’universalità e lo spirito di causa comune alla base dell’Agenda delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile sono un chiaro segnale di quanto ampio sia oggi il consenso sul concetto che ogni essere umano ha non solo il diritto di beneficiare della prosperità della civiltà globale ma anche la capacità di contribuire alla sua costruzione e, direi io, anche il dovere di farlo.

Voi siete gli alberi del Mio giardino; dovete produrre benefici e meravigliosi frutti, acciocché voi e gli altri possiate profittarne. Epperciò incombe ad ognuno l’obbligo di darsi ad arti o professioni, perché in esse sta il segreto della ricchezza, o uomini che capite! (Bahá’u’lláhParole Celate, Persiano, n.80)

Quando parliamo di capacità in questo ambito dobbiamo considerare due aspetti. Da una parte le conoscenze e le competenze per ottenere risultati ma, dall’altra, anche la determinazione ad intraprendere le azioni necessarie. Non ci si può limitare a considerare cosa le persone siano in grado di fare, nella pratica è determinante quello che poi le persone effettivamente scelgono di fare.

Il tema della volontà è dunque oggi più importante che mai. Di fronte a problemi gravissimi come quelli elencati all’inizio di questo articolo le nazioni del mondo stanno investendo ingenti risorse finanziarie in progetti di sviluppo sociale. Lo sviluppo globale sostenibile, però, non può essere ottenuto solo attraverso mezzi economici. Secondo la Bahá’í International Community:

La questione centrale è dunque come sviluppare qualità come impegno e dedizione in grandi quantità di persone, come motivare individui e comunità a contribuire con i loro sforzi a cause più grandi di loro, come assistere sempre più individui ad intraprendere i passi vitali che portano dalla passività all’azione. (BICApprendimento collettivo, volontà collettiva: rafforzare le fondamenta dello sviluppo sociale)

Fede, a questo proposito, è una parola chiave. Che si tratti di fede nell’efficacia del processo di sviluppo, nella capacità della razza umana, nell’importanza della famiglia o della comunità o di innumerevoli altri ideali, la combinazione di convinzioni e aspirazioni che caratterizza la fede è fondamentale per produrre volontà e azione.

Tra questi ideali la fede religiosa ha sempre giocato un ruolo unico e vitale nello sviluppo dell’uomo e ha caratterizzato la civiltà umana sin dagli albori della storia documentata. Durante questo lungo arco di tempo la religione ha costituito, per moltitudini di persone, una motivazione a levarsi ed impegnarsi per il benessere del prossimo.

La religione offre una comprensione dell’esistenza umana che eleva lo sguardo dal cammino accidentato all’orizzonte distante” (BICApprendimento collettivo, volontà collettiva: rafforzare le fondamenta dello sviluppo sociale)

Quando la religione si è mantenuta fedele agli insegnamenti dei suoi fondatori è stata una delle forze più potenti per la creazione di innovativi modelli di vita individuale e comunitaria.

Lo scopo della religione rivelato dal firmamento della santa Volontà di Dio è quello di creare unità e concordia fra i popoli del mondo; non fatene cagione di lotta e di dissenso. La religione di Dio e la Sua divina legge sono i più potenti strumenti e i mezzi più sicuri per far sorgere la luce dell’unità fra gli uomini. Il progresso del mondo, lo sviluppo delle nazioni, la tranquillità dei popoli e la pace di tutti coloro che han dimora in terra sono tra i principi e le ordinanze di Dio. La religione conferisce all’uomo il più prezioso di tutti i doni, porge la coppa della prosperità, dona vita eterna e riversa benefici imperituri sull’umanità. (Bahá’u’lláhTavole 118)

Credere in principi elevati, tuttavia, non comporta automaticamente servizio al bene comune. È certamente possibile, ad esempio, che una congregazione di benintenzionati credenti faccia poco o nulla per contribuire al miglioramento della società in cui vive. Chiaramente c’è ancora molto da imparare su come nobili ideali possano essere espressi in azione con costanza e impegno.

D’altra parte le comunità religiose possono essere viste come laboratori dove si impara a tradurre insegnamenti spirituali in azioni sociali. Per fare questo su larga scala e negli ambiti più disparati, occorre un processo di sviluppo delle capacità che metta persone di tutte le provenienze in grado di partecipare alla trasformazione della società. Come questo processo debba svilupparsi in molteplici ambiti, anche drasticamente diversi, sarà sicuramente un tema fertile di indagine nello studio dei processi di sviluppo sociale.

Concludendo la Bahá’í International Community individua nell’apprendimento e nella motivazione le chiavi di un nuovo paradigma sulla base del quale sviluppare nuovi progetti di sviluppo sociale. Due chiavi che vengono proposte alla Commissione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sociale come un potente mezzo per ripensare e incentivare lo sviluppo sociale nel mondo contemporaneo. Costruire nuovi modelli di pensiero e di comportamento è chiaramente un compito di proporzioni immense. Richiederà apprendimento intenso e partecipazione informata e impegnata di un sempre maggior numero di individui. La Bahá’í International Community, tuttavia, non ha dubbi che l’umanità possieda le capacità di compiere questo lavoro e invita tutti coloro che sono interessati ad esplorare le basi di uno sviluppo sociale durevole a cooperare.

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Queste sono opinioni puramente personali e non rappresentano l’opinione della comunità bahá’í o di qualunque sua istituzione. Gli scritti bahá’í invitano ogni singolo ad una libera ed indipendente ricerca:

O FIGLIO DELLO SPIRITO!
Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non
allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io
possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere
coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere
per cognizione tua e non con quella del tuo vicino. Pondera
ciò nel tuo cuore, come t’incombe d’essere. In verità la Giustizia
è il Mio dono per te e l’emblema del Mio tenero amore.
Tienila adunque innanzi agli occhi.
(Bahá’u’lláhParole Celate, Arabo, n.2)

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